Città solari

“Città Solari” per la Transizione da Rimini a Fisciano, di Walter Ganapini – Green Deal

Papa Francesco, con la Laudato Sì ci ha chiamati a una conversione ecologica integrale, fondata  su una responsabilità condivisa, un patto tra coscienza, scienza e comunità. La Transizione non è questione solo tecnologica ma sfida educativa, civile, culturale.

L’esperienza delle ‘Città Solari’, archetipo di moderna civiltà, opera per una polis energetica e solidale, che integra imprese, cittadini, amministrazioni pubbliche ed esercenti in un ecosistema virtuoso che trasforma l’energia da merce a bene comune.

Un Patto di Responsabilità Sociale aggrega imprese, istituzioni, cittadini, associazioni a livello territoriale ad una azione pubblica e concreta di impegno civico. Non si tratta di un atto formale ma della scelta di campo di una cura condivisa del bene comune più essenziale, l’energia come diritto e non solo come merce, assumendosi la responsabilità per costruire la città solare del domani.

Città Solari per una transizione energetica giusta, solidale, inclusiva

La Città Solare, in un mondo dove spesso i certificati verdi sono “cartacei” o virtuali, è una piattaforma che misura energia prodotta e condivisa realmente tra tetti, balconi, imprese e comunità locali, passando dalla finanza dell’apparenza all’economia della trasparenza, modello replicabile, radicato nella scienza, abilitato dalla tecnologia, sostenuto dal legame fiduciario tra cittadini, imprese e istituzioni.

Si tratta di un orizzonte valoriale che va oltre la ‘Carbon neutrality’, perché la transizione energetica non sarà sostenibili se non anche giusta, solidale, inclusiva in una una città più equa, più educativa, più radicata nel territorio.

Le esperienze condotte dal Centro per le Comunità Solari Locali hanno portato ad introdurre, a supporto della implementazione dei progetti, strumenti quali il ‘Fondo di Welfare Energetico’ generato dal programma, moduli didattici nelle scuole, condivisione dell’energia tra cittadini e imprese, contribuendo ad un nuovo contratto sociale fondato sull’energia condivisa.

di Walter Ganapini, membro onorario Comitato scientifico dell’Agenzia Europea dell’Ambiente