Clean Cities a Bologna: flash mob di protesta per il Passante

Clean Cities a Bologna: flash mob di protesta per il Passante

È terminata nella mattinata di giovedì 17 febbraio 2022 con un flash mob davanti a Palazzo d’Accursio la tappa bolognese della Clean Cities Campaign di Legambiente. Focus di questa protesta di Legambiente Emilia-Romagna e dei circoli bolognesi l’allargamento del Passante.

Questi lavori prevedono l’allargamento a 16/18 corsie del nastro autostradale che attraversa la periferia della città, diventando così un’opera green, simbolo della Transizione Ecologica della città: eppure non è chiaro come sia possibile visto che viene stimato un aumento di 7,5 milioni di vetture in transito all’anno. Inoltre Legambiente vorrebbe capire perché non sia mai stato eseguito uno studio epidemiologico per visionare lo stato di salute delle persone che vivono già adesso a ridosso del Passante.

Quesiti ai quali chiediamo una risposta da parte dell’Amministrazione, specie alla luce dei recenti dati sull’inquinamento atmosferico in città, presentati ieri sera in diretta Facebook sulla pagina di Legambiente Emilia-Romagna.

Il Passante di Bologna

Ricordiamo che i lavori per il tratto autostradale a doppia carreggiata fatto di due corsie (ciascuna da 3,75 metri di larghezza) più corsia di emergenza (larga 3 metri) per senso di marcia che collegherà l’autostrada A1 all’autostrada A13 ed all’autostrada A14, dando modo di oltrepassare il nodo della città, prenderanno il via nel 2023. Fa sapere Davide Ferraresi, presidente di Legambiente Emilia Romagna:

Più volte Legambiente ha sottolineato l’importanza di realizzare nell’arco di 2 anni, quindi entro il 2023, il completamento e il potenziamento del SFM, per offrire all’area bolognese un efficiente metropolitana di superficie in grado di garantire la frequenza dei convogli ai 15 minuti negli orari di punta e non oltre i 30 minuti negli orari di morbida, ampliando il servizio nell’orario notturno. Soluzioni che andrebbero ad alleggerire la presenza di auto in tangenziale e che quindi renderebbe anche inutile un suo allargamento.

C’è una petizione dal titolo “Ci siamo rotti i polmoni. No allo smog!” per chiedere al Governo risposte urgenti nella lotta allo smog.