Nei giorni scorsi a Milano, in un incontro a porte chiuse organizzato da Clean Cities, si è parlato di come rendere la mobilità più sostenibile per raggiungere un obiettivo molto ambizioso: entro il 2030 avere una mobilità urbana a zero emissioni.
Per le grandi città si tratta di una sfida non da poco anche quando, come Milano, hanno sistemi di trasporto urbano abbastanza articolati e avanzati. Una sfida che è anche culturale: nonostante la crescente preoccupazione per la qualità dell’aria e la consapevolezza del rapporto tra salute e inquinamento atmosferico, molte persone purtroppo preferiscono ancora utilizzare l’automobile per i propri spostamenti. Per questa ragione Clean Cities ha lanciato Clean cities campaign un’iniziativa che ha l’obiettivo di ingaggiare i cittadini, le istituzioni, le imprese.
L’impegno green di Clean Cities
Clean Cities è una coalizione europea di oltre 80 ONG, associazioni ambientaliste, movimenti di base e organizzazioni della società civile che vuole accelerare la transizione delle città verso una mobilità sostenibile. Le organizzazioni che aderiscono condividono l’obiettivo dell’eliminazione graduale del motore a combustione interna nelle città europee e sostengono la necessità di una mobilità diversa per un futuro più sostenibile.
Clean cities campaign ha il supporto di C40, la rete di 100 sindaci delle principali città del mondo che si sono uniti per affrontare i problemi collegati alla crisi climatica. I sindaci della rete C40 si impegnano a utilizzare un approccio inclusivo basato sulla scienza e collaborativo per dimezzare le emissioni entro il 2030, aiutare il mondo a limitare il riscaldamento globale a 1.5°C e costruire comunità sane, eque e resilienti.
Nel 2024 a Milano la campagna si concentrerà sulla logistica a zero emissioni: grazie alla costituzione della “Milan Business Alliance for Zero Emission Urban Mobility” verrà creata una maggior sinergia positiva tra il settore privato e l’amministrazione comunale con il sostegno, naturalmente, di alcune organizzazioni della società civile.
di Rossella Sobrero, Presidente Koinetica





