Coldiretti

Coldiretti mostra “l’italianizzazione” dei prodotti alimentari simbolo del nostro paese

In occasione della mobilitazione al Brennero, Coldiretti ha acceso i riflettori su una delle criticità più rilevanti del commercio agroalimentare europeo: il meccanismo dell’”ultima trasformazione sostanziale”. Attraverso un tavolo simbolico, l’organizzazione ha denunciato come l’attuale normativa consenta di “italianizzare” prodotti esteri con semplici lavorazioni, traendo in inganno i consumatori e penalizzando i produttori nazionali.

Il tavolo espositivo ha mostrato casi emblematici che rendono tangibile il problema. Dietro nomi e packaging che richiamano la nostra tradizione, si nascondono spesso materie prime che non hanno nulla a che fare con il territorio italiano:

  • carne e salumi: fettine di pollo sudamericano che diventano crocchette “italiane” e cosce di maiale olandesi che, solo perché salate nel nostro Paese, vengono vendute come prosciutto italiano;
  • latticini: cagliate provenienti dall’Ucraina trasformate in mozzarella italiana, simbolo della Dieta Mediterranea;
  • conserve e bevande: carciofi egiziani venduti come sottaceti italiani e succhi di frutta prodotti con arance sudafricane semplicemente perché lavorate in Italia;
  • pasta: il caso limite del grano canadese trasformato in pasta italiana, un prodotto che — denuncia Coldiretti — pone anche interrogativi sulla salute per la possibile presenza di glifosato.

Coldiretti: la falla nel codice doganale europeo

Secondo Coldiretti, la radice del problema risiede nel codice doganale europeo. La norma attuale permette di cambiare l’origine del prodotto finale basandosi sul luogo in cui avviene l’ultima fase della lavorazione, oscurando la reale provenienza degli ingredienti primari. Questo meccanismo altera la trasparenza del mercato e mette a rischio la sopravvivenza delle aziende agricole italiane, che devono competere con materie prime a basso costo e standard differenti.

Il presidio al Brennero non è solo una protesta ma un’operazione di informazione per rendere visibile ciò che sugli scaffali è spesso impercettibile. L’obiettivo della mobilitazione è chiaro:

  • revisione normativa: richiedere all’Europa una riforma urgente delle leggi sull’origine dei prodotti;
  • etichettatura obbligatoria: estendere l’obbligo di indicare la provenienza della materia prima a tutti i prodotti alimentari a livello UE;
  • tutela del reddito e della salute: difendere il lavoro degli agricoltori italiani e garantire ai cittadini il diritto di scegliere consapevolmente cosa portare in tavola.