Coldiretti: puntare su un grande piano di riqualificazione del verde urbano

In occasione della fiera My Plant & Garden a Milano della scorsa settima, tre giorni dedicati al settore florovivaistico, Coldiretti Lombardia ha fatto il punto sulla situazione del verde urbano in Italia e nel territorio lombardo. L’occasione è stato l’incontro “Coltiviamo bellezza per produrre salute”, dove c’erano anche il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini, l’assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi; anche Mario Faro presidente della Consulta florovivaistica Coldiretti. Erano presenti anche i rappresentanti delle aziende florovivaistiche italiane.

Qual’è la situazione del verde urbano in Italia

Il quadro delineato da Coldiretti è chiaro: l’Italia dispone di appena 31 metri quadrati di verde urbano per abitante; in Lombardia invece la disponibilità pro capite di verde urbano nei capoluoghi di provincia, è inferiore al valore nazionale in un caso su due. Una situazione dunque non idilliaca, se pensiamo che il verde dei giardini e parchi urbani contribuisce in maniera determinante a migliorare la qualità dell’aria. Ma non solo. Oltre a migliorare la qualità della vita, il verde urbano è un motore importante per l’economia e l’occupazione. Per questi motivi è di vitale importanza, puntare sulla riqualificazione del verde urbano; dei parchi e dei giardini.

Non a caso parte dei fondi del PNRR, sono stanziati per questo: 330 milioni di euro per la forestazione urbana attraverso la tutela delle aree verdi esistenti e la creazione di nuove, anche al fine di preservare e valorizzare la biodiversità e i processi ecologici legati alla piena funzionalità degli ecosistemi.

Come il verde urbano migliora la qualità dell’aria (e della vita)

Per migliorare la qualità della vita occorre aumentare il verde in città. Questo ormai è chiaro, per questo sono tante ormai le iniziative e i progetti che vanno in questa direzione. Una pianta adulta è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili, mentre un ettaro di piante è in grado di aspirare dall’ambiente ben 20.000 chili di anidride carbonica (CO2) all’anno. È chiaro allora che il settore florovivaistico è strategico per l’Italia.