Commissione Napoli incontra i ragazzi di Fridays for Future

Commissione Napoli incontra i ragazzi di Fridays for Future

La commissione per il monitoraggio della programmazione e degli interventi delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), presieduta da Catello Maresca, ha incontrato nella giornata di giovedì 31 marzo i rappresentanti del movimento Fridays for Future Italia per dialogare sull transizione ecologica per quanto riguarda delle iniziative che andranno in scena a Napoli.

Tra le tematiche affrontare dai portavoce del movimento Michela Spina e Gennaro Piccirillo troviamo:

  • corretta ripartizione dei fondi,
  • ricaduta del debito sulle future generazioni
  • bisogno di interventi radicali in aree come San Giovanni a Teduccio, in cui è necessario avere una vera e propria transizione lavorativa e la bonifica integrale di quello che oggi è uno dei siti più inquinati della città partenopea
  • rilancio del trasporto pubblico e di una gestione efficiente del ciclo dei rifiuti
  • istituzione di un osservatorio partecipato che sia in grado di confrontarsi in maniera costante con le commissioni competenti e con la conferenza dei Capigruppo.

Cos’è Fridays for Future

Ricordiamo che i “Venerdì per il clima” sono stati ideati grazie alla protesta pacifica di Greta Thunberg, la studentessa svedese che il 20 agosto del 2018 ha fatto una protesta, andando ogni venerdì mattina di fronte al Parlamento di Stoccolma per combattere contro lo scarso impegno della politica sui cambiamenti climatici.

“Guardiamo con ammirazione a Greta Thunberg e a tutti ragazzi e le ragazze che anche in Italia stanno organizzandosi per far sentire la propria voce, mettiamo a disposizione le nostre competenze e li sosteniamo con convinzione: come ci ricordano loro e come insiste a ricordarci l’IPCC: il tempo di agire è adesso”, si leggeva in una nota stampa nel 2019, quando le proteste sono arrivate anche in Italia.

L’ultimo Sciopero Globale Fridays for Future è andato in scena il 25 marzo per chiedere che siano garantiti i risarcimenti climatici da parte del Nord del mondo, che ha le più grandi responsabilità. Questi soldi non dovrebbero essere semplicemente prestiti, ma dei veri e propri finanziamenti per le comunità più povere.