Competenze digitali

Tecnologia e digitale, le nuove frontiere delle competenze per l’ambiente – Eco Digital

“Intelligenza artificiale per la sostenibilità” o anche “analisi e big data per l’ambiente”. Sempre più percorsi formativi riconoscono l’importanza di competenze digitali in affiancamento a quelle tecniche, specifiche per la tutela ambientale e l’economia circolare. Li chiamano “green jobs digitali”, nuovi mestieri tra sostenibilità e tecnologia e nascono dall’incontro tra due delle grandi transizioni del nostro tempo: la transizione ecologica e la trasformazione digitale con una buona spinta data dall’intelligenza artificiale: digital circular economy manager, esperto in intelligenza artificiale per l’ambiente, sustainability data analyst sono solo alcune di queste nuove figure emergenti. Figure professionali con una formazione multidisciplinare orientata anche all’aspetto comunicativo.

Rispetto a discipline come la robotica, la meccatronica, l’ingegneria, infatti, seppur necessitando comunque di un alto livello tecnologico, quelle ambientali sono più interconnesse non solo con l’analisi dei dati, ma anche con gli strumenti del digitale e della comunicazione.

Comunicare l’ambiente con nuove competenze digitali

Dopotutto è un processo comunicativo più che tecnologico quello che punta a creare una nuova sensibilità e una nuova attenzione verso le sfide ambientali. Lo sanno bene i comunicatori delle pubbliche amministrazioni impegnati, giorno dopo giorno, a mettere a punto nuovi strumenti digitali per creare un dialogo diretto tra ente e cittadini in grado di essere rispondente ed efficace anche in casi – purtroppo sempre più ricorrenti – di emergenze legate a fenomeni climatici estremi.

Non è un caso che all’interno di Pa Social, la prima associazione italiana dedicata alla comunicazione e informazione digitale, sia nato un percorso formativo dedicato proprio alla comunicazione ambientale.

Nella sensibilizzazione ecologica gli strumenti del digitale, se utilizzati nel modo corretto, diventano un potente alleato per coinvolgere l’opinione pubblica a partire dai più giovani. Le piattaforme gamificate per l’educazione ambientale, ad esempio, combinano gioco e apprendimento per sensibilizzare bambini, ragazzi e adulti ai temi della sostenibilità. L’idea di fondo è semplice ma potente: insegnare l’ecologia divertendo, sfruttando dinamiche tipiche dei videogiochi (come missioni, punteggi, livelli e premi) per coinvolgere l’utente in modo attivo ed emotivo.

Le attività di ENEA per le scuole

E un ruolo fondamentale in questo processo possono giocarlo le pubbliche amministrazioni, prendendo spunto da chi si è fatto pioniere in merito. Il dipartimento sostenibilità dell’ENEA, ovvero l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile, ha ideato una “cassetta degli attrezzi”, composta da un insieme di attività da mettere a disposizione degli insegnanti per educare gli studenti ai concetti della sostenibilità e dell’economia circolare, facendoli divertire.

Questo modello, quello del gaming, non funziona solo con i ragazzi ma può essere un valido strumento anche per la formazione degli adulti perché queste piattaforme hanno ormai inaugurato un nuovo linguaggio e, se ben progettate, possono trasformare la consapevolezza ecologica in azione concreta, stimolando creatività, collaborazione e senso di responsabilità. Si tratta insomma di un nuovo modello di formazione e apprendimento a disposizione anche dei comunicatori pubblici e delle nuove figure digitali che la legge legge 69/2025, ha introdotto e reso obbligatorie per la Pa.

Giulia Rafanelli, giornalista e social media manager Open Comunicazione