La Lombardia in bicicletta ma con un’idea di viaggio che va oltre le due ruote. È questo il punto di partenza del Grand Tour della Lombardia by A2A, un itinerario di oltre 1.200 chilometri che attraversa l’intera regione seguendo strade secondarie, ciclovie e percorsi capaci di mettere in primo piano il paesaggio.
Dodici tappe, tutte le province lombarde e una grande varietà di territori: la pianura agricola e i corsi d’acqua, le città d’arte e i piccoli borghi, i laghi e i vigneti, fino alle grandi montagne alpine. Un viaggio da costruire senza fretta, scegliendo dove fermarsi e quanto tempo dedicare ai luoghi attraversati.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra A2A Life Company e Le Strade Zitte, unite da una visione della mobilità come esperienza capace di creare connessioni con i territori e con le comunità che li abitano. La bicicletta diventa così il mezzo per esplorare una Lombardia meno conosciuta, seguendo una filosofia che mette insieme sostenibilità, benessere, cultura e qualità della vita.
Una regione, molti paesaggi con il Grand Tour della Lombardia
Il Grand Tour non propone una semplice sequenza di destinazioni. Il suo elemento distintivo è proprio la continuità del viaggio: pedalando da una provincia all’altra, la Lombardia cambia gradualmente sotto gli occhi di chi la attraversa.
Si parte da Milano, dove il tessuto urbano lascia spazio alla campagna nei pressi dell’Abbazia di Chiaravalle. Poi arrivano cascine, rogge e campi coltivati, fino a Lodi e al sistema di canali che caratterizza questo angolo di pianura.
La Muzza accompagna il percorso verso il Parco Adda Sud e Pizzighettone, con le sue fortificazioni. Poco dopo compare Cremona, dove la tradizione della liuteria racconta una delle identità artigianali più riconoscibili della Lombardia.
Seguendo il Po, il paesaggio si apre nuovamente. Golene, argini e piccoli paesi conducono fino a Mantova, dove l’acqua torna a essere protagonista e la dimensione rinascimentale della città segna una nuova tappa del viaggio.
Da Mantova si segue il Mincio verso Borghetto, entrando progressivamente nel paesaggio delle colline moreniche. Vigneti e piccoli specchi d’acqua anticipano l’arrivo al Lago di Garda, con Salò come punto di passaggio prima della svolta verso le montagne.
La Lombardia verticale
Da Salò il Grand Tour cambia carattere. Le strade iniziano a salire verso la Val Camonica, passando per Breno e arrivando a Ponte di Legno. È qui che il viaggio entra nel suo capitolo alpino: Gavia e Stelvio rappresentano il cuore più impegnativo dell’itinerario, prima della discesa verso Bormio.
La Valtellina offre un altro volto ancora della regione. Il percorso attraversa una valle dove la presenza dell’uomo è evidente nel disegno dei vigneti terrazzati, e dove strade e salite storiche – dal Mortirolo al Passo San Marco – diventano parte integrante dell’esperienza.
Superate le montagne, il paesaggio torna ad aprirsi sul Lago di Como. Varenna, il Ghisallo e Como costituiscono una successione di luoghi fortemente legati alla cultura del territorio e, nel caso del Ghisallo, alla stessa storia del ciclismo.
Da Como il Grand Tour riprende la direzione della pianura passando per le colline varesine e arrivando a Vigevano. Poi è la volta dell’Oltrepò Pavese, tra vigneti, strade bianche e paesaggi collinari, fino a Pavia.
Gli ultimi chilometri riportano verso Milano seguendo le vie d’acqua della navigazione lombarda. L’anello si chiude, ma il percorso lascia una lettura della regione fatta di continui cambiamenti e di territori spesso molto diversi a poche decine di chilometri di distanza.
Non solo una sfida ciclistica
Il Grand Tour è stato concepito per essere percorso in autonomia, senza la logica della competizione e nel rispetto del Codice della Strada.
La scelta di privilegiare strade secondarie e percorsi ciclabili permette di vivere il territorio a una velocità diversa. Una velocità che rende possibile fermarsi, entrare in un paese, visitare un luogo, incontrare una realtà locale o semplicemente osservare il paesaggio.
Anche la combinazione tra bicicletta e treno amplia le possibilità di fruizione del percorso. L’anello, infatti, non impone necessariamente un unico punto di partenza: ogni tratto può essere affrontato autonomamente e l’itinerario può essere adattato alle proprie esigenze.
È un’impostazione che rende il Grand Tour accessibile a esperienze molto diverse, dalla lunga avventura in più giorni alle singole tappe affrontate come escursioni.
Dalle centrali idroelettriche ai vigneti: anche la storia entra nel percorso
Tra gli elementi che caratterizzano il progetto c’è anche l’attenzione alla storia energetica lombarda.
Lungo il viaggio si incontrano infrastrutture, centrali idroelettriche e opere che raccontano il rapporto costruito nel tempo tra attività umane, energia e ambiente. Sono tracce particolarmente evidenti nelle aree alpine, ma che si inseriscono anche nei paesaggi agricoli e fluviali della regione.
Il Grand Tour diventa così anche un modo per leggere il territorio attraverso ciò che normalmente rimane sullo sfondo: le infrastrutture, i sistemi idrici, le trasformazioni del paesaggio e il lavoro che ha contribuito a costruire la Lombardia contemporanea.
Un taccuino per non lasciare tutto sulla strada
A rendere personale l’esperienza c’è un taccuino di viaggio, pensato per raccogliere appunti, ricordi e impressioni lungo il percorso.
Per chi invece vuole dare una forma ufficiale alla propria impresa, il progetto mette a disposizione 28 checkpoint fotografici distribuiti lungo le tappe. Documentando il passaggio nei punti previsti è possibile partecipare alla certificazione del percorso e ottenere il certificato di finisher al completamento del Grand Tour.
Tutte le informazioni pratiche, le tracce GPX, l’App dedicata e i materiali necessari per organizzare il viaggio sono disponibili sul sito del progetto.
Le dodici tappe
Il percorso completo è articolato in dodici frazioni:
1. Milano – Cremona: 98 km
2. Cremona – Mantova: 95 km
3. Mantova – Salò: 88 km
4. Salò – Breno: 111 km
5. Breno – Ponte di Legno: 99 km
6. Ponte di Legno – Gavia – Stelvio: 64 km
7. Bormio – Mortirolo – Morbegno: 125 km
7b. Bormio – Varenna, variante diretta: 133 km
8. Morbegno – San Marco – Varenna: 126 km
9. Varenna – Ghisallo – Como: 54 km
10. Como – Varese – Vigevano: 140 km
11. Vigevano – Oltrepò – Pavia: 145 km
12. Pavia – Milano: 59 km
Il viaggio come destinazione
Più che aggiungere un nuovo itinerario alla già ricca offerta cicloturistica lombarda, il Grand Tour propone un modo diverso di guardare alla regione.
La meta non è soltanto il punto in cui arrivare, ma tutto ciò che succede tra una partenza e un arrivo.
È questa l’idea alla base dell’iniziativa di A2A Life Company e Le Strade Zitte: usare una mobilità più lenta e leggera per recuperare il rapporto con i luoghi, valorizzare le comunità locali e trasformare la strada in uno spazio di scoperta.
Un grande anello che attraversa la Lombardia, dunque, ma soprattutto un invito a percorrerla con occhi diversi.






