Contenitori per bevande

Contenitori per bevande: la soluzione green è il sistema cauzionale

Tra i rifiuti dispersi nell’ambiente i contenitori per bevande sono protagonisti: i dati provengono da un’indagine annuale di Brand Audit; la soluzione, secondo la campagna “A Buon Rendere”, promossa dall’Associazione Nazionale dei Comuni Virtuosi, è l’adozione di un Sistema di Deposito Cauzionale; nei 17 Paesi dell’UE dove è attivo il DRS l’abbandono è crollato drasticamente. Con l’aggiunta di un piccolo deposito al prezzo di vendita, interamente rimborsato alla restituzione del vuoto, si ottengono tassi di raccolta che superano il 90%, con picchi del 98% come in Germania.

Le evidenze concrete raccolte attraverso i brand audit hanno spinto i produttori di bevande in diversi paesi europei a sostenere i sistemi di deposito cauzionale (DRS). Con l’avvio del sistema in Polonia, a giorni, salgono a 18 i paesi europei che hanno già implementato un deposito cauzionale. Portogallo, Spagna e Regno Unito, sono pronti ad introdurlo entro il 2027 – dichiara Enzo Favoino coordinatore scientifico campagna “A Buon Rendere” – Auspichiamo pertanto una urgente azione congiunta di produttori e decisori politici che affronti concretamente il problema del littering e della decarbonizzazione del settore attraverso l’implementazione di un sistema di deposito cauzionale efficace per promuovere anche in Italia un’economia più circolare e meno dipendente dall’importazione di materie prime” conclude.

Contenitori per bevande: il fenomeno del littering

Solo 10 marchi costituiscono il 67% degli 11.686 contenitori riconoscibili. La classifica generale vede ai primi posti Moretti, Red Bull, Coca-Cola e San Benedetto.
La plastica è il materiale più presente (42,2%), seguita da alluminio (28,3%) e vetro (25%). Il settore della birra è il principale responsabile (35%), superando le acque minerali (31%) e le bibite analcoliche (26%). Questa prevalenza di contenitori in vetro monouso e metallo per la birra rappresenta una caratteristica tutta italiana rispetto ai dati internazionali di Brand Audit, dovuta principalmente all’assenza nel nostro Paese dell’opzione del vuoto a rendere con ricarica presente a scaffale.

La Campagna “A Buon Rendere” pubblica periodicamente questi risultati di Brand Audit in modo da sollecitare il Governo e i produttori di bevande a prendersi carico del problema del mancato riciclo di 8 miliardi di contenitori ogni anno, e dei suoi impatti negativi per l’ambiente, l’economia del riciclo, i bilanci comunali, e anche per lo Stato, che ogni anno paga all’Unione Europea circa 100 milioni di euro come Plastic Tax per le sole bottiglie per bevande in plastica che non ricicliamo – afferma Silvia Ricci coordinatrice della campagna “A Buon Rendere“ – Aspettare il 2029, come si vorrebbe fare in Italia, comporta non solamente un peggioramento dell’inquinamento ambientale ma anche costi evitabili per tutti i portatori di interesse”.

Mentre alcuni grandi player esitano, l’azienda italiana Sant’Anna sostiene da tempo la necessità di un sistema cauzionale, in perfetta sintonia con la posizione delle associazioni europee del settore UNESDA (bibite analcoliche) e NMWE (acque minerali).

Non c’è più tempo da perdere: il sistema di deposito cauzionale rappresenta una svolta indispensabile per ridurre drasticamente l’abbandono dei contenitori per bevande e garantire un riciclo di qualità – spiega Alberto Bertone, Presidente e Amministratore Delegato di Acqua Sant’Anna – L’Italia non può permettersi di restare indietro rispetto agli altri Paesi europei. Per raggiungere gli obiettivi ambientali e rispondere alle aspettative dei consumatori serve un approccio sistemico che coinvolga governo, imprese e cittadini. È fondamentale che i produttori di bevande facciano squadra, come già avvenuto in altre nazioni: solo un impegno comune potrà accelerare l’introduzione del DRS e trasformare una sfida in un’opportunità di sostenibilità per tutti.

World Cleanup Day: pulire il pianeta mentre l’italia perde miliardi di contenitori

Ogni anno oltre 8 miliardi di contenitori sfuggono al riciclo: un’enorme perdita per un Paese la cui dipendenza dall’importazione di materie prime (48%) è più del doppio della media europea. Il 20 settembre ricorre il World Cleanup Day, giornata dedicata alla pulizia del pianeta e ufficialmente riconosciuta nel calendario delle Nazioni Unite: milioni di cittadini in oltre 211 Paesi si mobiliteranno contro la crisi dei rifiuti.

Anche in Italia, in concomitanza con l’annuale appuntamento di Puliamo il Mondo, storica campagna di Legambiente (19-21 settembre), migliaia di attivisti si impegneranno a liberare strade, parchi e spiagge dai rifiuti.

Tra i volontari da menzionare Helena Boers la quale tra il 1° maggio 2024 e il 31 maggio 2025 ha raccolto ben 21.617 contenitori per bevande abbandonati nei comuni milanesi tra cui Grezzago, Trezzo sull’Adda e Pozzo d’Adda, salvandoli dall’incenerimento o dalla discarica ed evitando l’emissione di 3,02 tonnellate di CO2.