Cosa metto nel contenitore della plastica? di Marzia Fiordaliso

Sul riciclo della plastica si possono scrivere volumi enciclopedici. Uno degli ultimi libri uscito con Sonda Edizioni è “Vivere senza plastica”, la cui prefazione italiana è di Massimiliano Pontillo, Direttore Responsabile Eco in città.
Nella raccolta differenziata della plastica sono conferibili solo gli imballaggi (PE, PET e PVC), ovvero quei manufatti prodotti per contenere, trasportare e proteggere le merci in ogni fase del processo di distribuzione; parliamo di vaschette per alimenti, bottiglie, flaconi, vaschette in polistirolo, shopper, blister, sacchetti per pasta, vaschette per frutta e ortaggi, involucri delle merendine ecc…). Dal 2012 è possibile gettare insieme anche piatti e bicchieri monouso (ma la domanda è perché acquistarne?).
La plastica è tutto meno biodegradabile, una bottiglietta o un vasetto di yogurt restano decenni nell’ambiente. Nell’oceano Pacifico, tra la California e le Hawaii si è formata un’isola galleggiante di rifiuti grande 3 volte la Francia. Motivo per restarne sconvolti e cominciare subito ad agire.
Le principali linee guide per muoversi correttamente:
– Preferire, nel momento degli acquisti, prodotti privi di plastica e optare, ad esempio, per acquisti alla spina di cibo e detersivi;
– Dopo l’uso il contenitore va svuotato, lavato e, laddove possibile, schiacciato affinchè occupi nei cassonetti meno spazio possibile. In alcuni comuni esiste il servizio di raccolta porta a porta.

COREPLA – Consorzio nazionale per il riciclo ed il recupero dei rifiuti di imballaggi in plastica – www.corepla.it