Crescente contaminazione da plastiche non compostabili, un problema per la UE

Alla luce delle politiche sull’economia circolare e della priorità attribuita al recupero della frazione organica, la raccolta differenziata dell’umido sarà resa obbligatoria dal 2023 in tutta l’UE. Il tema della crescente contaminazione da plastiche non compostabili, soprattutto nei grandi centri urbani, sta diventando una priorità per molti Paesi europei.
Si tratta di una criticità di assoluto rilievo, affrontata nel Kasseler Abfall- und Ressourcenforum 2018, conferenza tedesca di waste management, giunta alla sua trentesima edizione (Kassel, 10-12 aprile 2018), in cui si sono confrontati i rappresentanti delle associazioni nazionali dei compostatori di Germania, Austria, Svizzera e Italia, i quattro Paesi europei con la più lunga e radicata esperienza nel settore della raccolta della frazione organica in Europa.

La sessione sul tema “Il problema delle plastiche nell’organico e nel compost – Confronto tra situazione attuale e soluzioni in quattro paesi europei” si è tenuta mercoledì 11 aprile presso il Kongress Palais Kassel, con la partecipazione di Hubert Seiringer,del KBVӦ – Associazione Compostatori Austriaci, Marco Ricci Jürgensen, del CIC – Consorzio Italiano Compostatori, di Konrad Schleiss di Biomasse Suisse e di Bertram Kehres di BGK – German Compost Quality Association.
Oltre ad illustrare il sistema italiano, il CIC-Consorzio Italiano Compostatori ha presentato i risultati delle 45 analisi effettuate su 27 impianti (15 di compostaggio, 12 di digestione anaerobica e compostaggio) nell’ambito del progetto “Di che plastica 6”, svolto in collaborazione con Assobioplastiche, CONAI e COREPLA, già illustrati a Milano lo scorso 9 ottobre 2017.
I monitoraggi effettuati dal CIC hanno rivelato che la contaminazione della frazione organica raccolta in Italia ammonta al 4,9%. Si tratta primariamente di plastica non compostabile. Il 44% dei sacchetti usati per raccogliere i rifiuti umidi sono ancora in plastica tradizionale. Situazioni analoghe si registrano anche negli altri paesi europei, come, ad esempio, Germania, Svizzera e Austria dove, con il supporto del ministero per ambiente, agricoltura e turismo, il KBVӦ sta lanciando la campagna “Tutto nel Bio – Alleanza per un’Austria libera dai sacchi di plastica”. L’obiettivo è la promulgazione di una legge sul divieto di commercializzazione degli shopper monouso e dei sacchi per frutta e verdura di plastica non compostabile, analogamente a quanto è stato già fatto in Italia ed in Francia e dal 2020 anche in Spagna, in modo da garantire un sensibile miglioramento nella qualità della frazione organica. Il progetto è stato presentato da Hubert Seiringer, presidente di KBVÖ – Kompost- und Biogasverband Österreich -, l’associazione nazionale austriaca per la produzione di compost e biogas che raggruppa 486 gestori di impianti e altre 56 aziende in Austria. Seiringer ha anche affermato che l’iniziativa sarà presentata ufficialmente nelle prossime settimane in una conferenza stampa congiunta con il governo austriaco a Vienna.
La campagna ha trovato il pieno supporto anche di Konrad Schleiss di Biomasse Swisse, il quale ha dichiarato che l’iniziativa austriaca sul sacco frutta e verdura compostabile potrebbe essere estesa agli altri paesi del Continente per diventare un’iniziativa europea.

Sia i dati delle analisi merceologiche condotte in Svizzera che quelli presentati da Kehres, Managing Director della BGK in Germania, hanno evidenziato un livello di contaminazione da plastiche del prodotto finale, superiore nel digestato degli impianti di digestione anaerobica rispetto al compost prodotto negli impianti di compostaggio tradizionali. In Svizzera, nel 2017 il 73,3% dei campioni di compost analizzato è risultato idoneo mentre solo il 50% dei campioni di digestato ha superato il test di qualità. In Germania, sempre nel 2017, a non soddisfare i criteri di qualità sono stati l’l,8,7% dei campioni di compost e il 10,8% dei campioni di digestato (si noti che i dati non sono confrontabili in quanto il criterio svizzero è più restrittivo). La ragione è da ricondurre ai sistemi di pretrattamento più intensivo presenti negli impianti di digestione anaerobica che tendono a frammentare maggiormente le plastiche che entrano nel sistema andando ad inquinare il compost. Di qui la considerazione unanime che uno degli obiettivi principali nella raccolta differenziata della frazione organica per la produzione di ammendanti idonei all’utilizzo in agricoltura deve essere quello di garantirne la qualità. eliminando quanto più possibile la plastica non compostabile già a monte dei processi di trattamento.

Christian Garaffa, Marketing Manager Raccolte Differenziate di Novamont ha dichiarato “Novamont da 5 anni è partner promotore di questo evento in virtù dell’esperienza maturata in 25 anni di raccolta differenziata dell’organico in Italia. Nel nostro sistema, i sacchi compostabili in Mater-Bi® hanno permesso un’intercettazione della frazione organica efficiente e di qualità portandoci a primeggiare nel mondo. Ne è esempio è la città di Milano dove, attraverso l’uso delle bioplastiche certificate secondo la norma europea EN13432 si intercettano più di 100 kg/abitante*anno di scarti alimentari di purezza elevata, favorendone la trasformazione in biogas e compost di qualità, garantendo così la chiusura del ciclo del carbonio, nell’ottica di una vera economia circolare.

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Il gruppo Novamont è leader nello sviluppo e nella produzione di bioplastiche e biochemicals attraverso l’integrazione di chimica, ambiente e agricoltura. Con più di 600 persone, ha chiuso il 2016 con un turnover di circa 170 milioni di euro ed investimenti costanti in attività ricerca e sviluppo (20% delle persone dedicate); detiene un portafoglio di circa 1.000 brevetti. Ha sede a Novara, stabilimento produttivo a Terni e laboratori di ricerca a Novara, Terni e Piana di Monte Verna (CE). Opera tramite sue consociate a Porto Torres (SS), Bottrighe (RO), e Patrica (FR). È attivo all’estero con sedi in Germania, Francia e Stati Uniti e con un ufficio di rappresentanza a Bruxelles (Belgio). È presente attraverso propri distributori in Benelux, Scandinavia, Danimarca, Regno Unito, Cina, Giappone, Canada, Australia e Nuova Zelanda.