Da legno oramai “spacciato” nascono prodotti di design urbano, di Irene Ivoi, Ecodesigner

È un tema non nuovo quello dei prodotti disegnati e realizzati partendo dagli scarti che un contesto urbano genera….tuttavia le due esperienze che qui citiamo sono davvero croccanti.

La prima si chiama Pieces of Venice (che ha fornito le foto) e nel 2020 si è anche aggiudicata il Compasso d’Oro per l’attenzione al sociale.
il progetto, messo in piedi da Luciano Marson e Karin Friebel, si basa su una scommessa straordinaria: recuperare gli scarti in legno prodotti nella città (in particolare le briccole ma non solo).
Il fine è tradurli in souvenir e oggetti di design pensati con il sapiente coinvolgimento di noti designer che hanno progettato questi piccoli oggetti, dando un impulso corretto all’intero progetto. Ancora una volta anche questa operazione ci insegna che il contributo del design alla riuscita di iniziative così nobili è sostanza, non forma e basta.
In più pieces Of Venice oltre alla sostenibilità ambientale, rivela attenzione anche a quella sociale: invece di scegliere dei classici fornitori i due fondatori hanno deciso di destinare la maggior parte delle lavorazioni alla Cooperativa Sociale Futura. Essa crea e promuove opportunità di inclusione sociale e lavorativa per adulti con disabilità fisica e/o mentale o svantaggiati e che hanno bisogno di nuove occasioni per migliorare la propria vita.
Il tutto ancora non finisce qui perché poi per ogni oggetto venduto, vengono donati 3 euro all’associazione no profit Masegni.org la cui mission è la salvaguardia del decoro di Venezia.

Un’altra operazione che nasce da incrocio tra design e scarti urbani esiste da quasi 4 anni a Roma, grazie all’associazione di promozione sociale K_Alma.
Gabriella Guido la fonda nel 2016 e un anno dopo parte il progetto di Falegnameria ed Officina Sociale per migranti, richiedenti asilo ed italiani inoccupati.
Il progetto vuole dare nuove chance a chi sembra aver perso tutto, e lo fa insegnando un mestiere antico, mettendo a disposizione strumenti per lavorare il legno e saperi. Anche commesse importanti hanno permesso via via nel tempo a falegnameria Sociale di farsi conoscere e riscattarsi. Questa avventura oggi riesce ad intercettare anche alberi tagliati o abbattuti da intemperie sempre più frequenti, a causa del caos climatico oramai innegabile. È così che questi potenziali rifiuti, nelle mani ormai sapienti di migranti e non solo, diventano sgabelli, taglieri, giochi, cucce per animali domestici. Oggetti onesti, non rumorosi e capaci di nascere davvero da ciò che è spacciato: alberi caduti.

I progetti che nascono da cerniere tra scarti e design non finiscono qui.
Questa rubrica ne prenderà in considerazione anche altri, e ci lasciamo ora con un piccolo cenno al VaiaCube, amplificatore di suoni nato reimpiegando parte di alberi abbattuti sulle Dolomiti dalla tempesta Vaia del 2018. Nel 2019 prende vita Vaia srl che si prefigge proprio di riusare quel legno spacciato. E per ogni Vaiacube venduto, si impegnano a piantare un albero.