Da oltre un decennio a inizi Febbraio si celebra la Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare, fenomeno intollerabile figlio di un consumismo sfrenato immorale a fronte di miliardi di esseri umani che soffrono la fame. È priorità diffondere consapevolezza di quanto necessario sia alimentare coscienze e attenzione sociale al tema degli ‘scarti’ generati da un dissennato modello di sviluppo promosso a ‘desiderabile stile di vita’ dalla globalizzazione deregolata.
La cultura dello scarto nasce dall’idolatria ultraliberista del massimo profitto praticata da chi farnetica di crescita continua del consumismo e di economia lineare che nega i limiti della Terra come sistema finito, perciò privo di risorse infinite, fidando nella onnipotenza della tecnologia. Il potere finanziario globale deregolato ha imposto così un modello di sfruttamento che ha portato fame, sete, schiavitù, migrazioni a miliardi di scarti umani e scaricato su ambiente naturale e salute delle comunità masse enormi di scarti materiali.
Un concorso fotografico contro lo spreco
Affinché ogni linguaggio contribuisse alla diffusione della consapevolezza prima citata, pubblicai in “La Nuova Ecologia” del Giugno 1985 l’articolo che volli titolare “Waste-Watching” (parafrasando messaggi commerciali d’allora), dove scrivevo:
“Molto di più di un concorso fotografico. Il sonno della ragione genera mostri, lo sappiamo.
Da anni denunciamo i guasti di una impostazione dissennata che ha portato a considerare l’ambiente come ricettacolo e scarico incontrollato di ogni tipo di residuo l’attività antropica venisse producendo a livello industriale, agrozoootecnico e urbano. Alla denuncia del degrado abbiamo sempre abbinato, memori di un’elaborazione che ci riporta ai primi anni ‘60, alla Carson, a Paccino, al Club di Roma la proposizione di un progetto di sviluppo fondato sulla consapevolezza che, volenti o nolenti, il mondo entrava in una fase transizione epocale da modelli dissipativi a modelli conservativi di risorse.
In tale contesto abbiamo sempre praticato la strada difficile della ragione, evitando gesti inutilmente spettacolari e tentando di proporre azioni anche a breve termine, purché coerenti con la scelta strategica di fondo prima richiamata.
Nasce da questa impostazione anche l’idea di lanciare un concorso fotografico in materia di discariche incontrollate, contando sul contributo conoscitivo derivante dall’ iniziativa di decine di Waste-Watchers sul territorio nazionale.
Se è vero che “occhio non vede cuore non duole”, nulla di meglio di un concorso fotografico può servire e lanciare l’idea di un censimento nazionale delle discariche incontrollate di rifiuti.
Le immagini che fisseranno il degrado derivante dalla discarica di Bellolampo (Palermo) o da quella di Jesi, per fare un esempio, convinceranno anche gli scettici della necessità di avviare un po’ di Waste-Watching nei dintorni di Treviso piuttosto che a Sondrio, Crema o nell’Appennino tosco-emiliano.
Le immagini fotografiche pervenute alla redazione di ‘La Nuova Ecologia’ verranno diffuse attraverso la stampa e in mostre itineranti.
Grazie ai tanti Waste-Watchers, quindi, che si impegneranno con noi nel fissare le immagini del degrado per poter poi procedere a ripulire il bel paese.
Per viverlo meglio, tutti”.
Sembrava un sogno…
I frutti del concorso furono superiori alle aspettative, sia per qualità che per quantità, e ci indussero a valorizzare l’impegno sociale generato chiedendo al potere pubblico di dare concreto seguito alle sue nuove competenze di programmazione in materia, all’apparato produttivo di accogliere la sfida delle tecnologie pulite e di un’innovazione capace di dare nuove e corrette risposte, ai movimenti ambientalisti di proseguire nell’azione di diffusione di una nuova cultura delle risorse e dello sviluppo, continuando a svolgere un compito di accurato controllo e monitoraggio ambientale. Il tutto confidando che la ragione uscisse dal sonno generatore di mostri.
Nasce il Consorzio Italiano Compostatori
Nel ’92 demmo origine al Consorzio Italiano Compostatori diretto allora da David R. Newman e oggi da Massimo Centemero, sviluppando il percorso indicato da Enzo Favoino della Scuola Agraria del Parco di Monza per trasformare i rifiuti organici raccolti in modo differenziato in ammendanti e fertilizzanti utili a ripristinare il tenore di Sostanza Organica dei suoli, indice empirico di fertilità naturale, come avevamo dimostrato con le ricerche che condussi presso il CRPA di Reggio Emilia già a fine ’70, in collaborazione con la Facoltà di Agraria dell’Università Cattolica di Piacenza. Oggi il Consorzio può meritoriamente occuparsi anche di produzione di Biometano.
Last Minute Market, lo spin-off dell’Alma Mater di Bologna
Nel ’98, allo scopo di recuperare e redistribuire a favore di enti caritativi eccedenze alimentari provenienti da esercizi commerciali, l’Alma Mater bolognese diede vita allo spin-off Last Minute Market sotto la guida dell’amico Andrea Segrè, di cui più avanti avrei accettato l’invito ad essere suo Assessore all’Ambiente nel caso, a mio avviso auspicabile, avesse potuto candidarsi a Sindaco di Bologna.
Il modello Last Minute Market mirava a ridurre lo spreco trasformando prodotti invenduti, ma ancora commestibili, in risorse sociali collegando le aziende sorgente di eccedenze con Enti del Terzo Settore.
Nel 2013, dalla collaborazione tra Andrea Segrè di DISTAL-Università di Bologna e l’amico Nando Pagnoncelli di Ipsos, nasce l’Osservatorio Internazionale Waste Watcher, i cui Rapporti monitorano l’evoluzione della buona pratica di contrasto allo spreco alimentare, nozione ora universalmente nota come ‘Food Waste’.
A Milano strategie contro lo spreco
Nel frattempo avevo introdotto il tema come contributo sistemico alla elaborazione del Programma Milano Food Policy ai cui lavori presi parte durante la sindacatura Pisapia.
Importante fu poi, nel 2015, inserire la prevenzione dello spreco alimentare nell’ambito della strategia di gestione di Milano Ristorazione, società del Comune di Milano per la erogazione di pasti alle strutture scolastiche della città.
Sul piano dell’agire sociale, infine, non dimentico il lavoro che con Antonio Gaudioso facemmo per ideare e fare decollare il programma SpreK.O. come iniziativa prioritaria di Cittadinanzattiva.
Fu poi grazie alla Laudato Sì, a maggior ragione nel terribile momento storico che ancora viviamo, che ci impegnammo ancor più per il necessario cambiamento di stili di vita, produzione e consumo.
Custodire il futuro: decarbonizzazione e lotta al Food Waste
L’Umanità rischia l’estinzione se non operiamo una Transizione alla Ecologia Integrale guidata da una nuova cultura generativa di cura della persona e custodia dei beni comuni, promuovendo una Economia Circolare che decarbonizzi lo sviluppo e si rigeneri senza scarti usando materie prime non fossili, ma biologiche e rinnovabili: il caso del Food Waste, in tale contesto, non deve certo essere sottovalutato.






