Nel libro Dalla parte di Gaia – Teorie e pratiche di ecofemminismo, Silvana Galassi esplora il concetto di ecofemminismo, presentando una serie di profili di donne di scienza e politica, studiose e attiviste che hanno lottato per la tutela dell’ambiente e per la valorizzazione delle loro idee e dei loro contributi scientifici. Un omaggio a coloro che, dopo secoli di silenzio, sono riuscite a far sentire la propria voce e a ridurre il divario di genere presente nel mondo politico e accademico (ma la strada è ancora lunga e tortuosa). Soprattutto è un incoraggiamento alle nuove generazioni a continuare su questa strada. L’introduzione è di Claudia Sorlini, professoressa emerita dell’Università degli Studi di Milano (Microbiologia Agraria) e vice presidente del Touring Club Italiano.
Ma che significa pensiero ecofemminista? Si tratta di un movimento che riconosce un parallelismo fra l’oppressione delle donne e lo sfruttamento della natura, fenomeni entrambi figli di una logica patriarcale e capitalistica difficile da estirpare pur essendo noi ormai giunti nel terzo millennio. Qui, nel libro Edizioni Ambiente, l’autrice parla del ruolo che le donne hanno avuto o non hanno potuto avere nella gestione e nella salvaguardia delle risorse naturali.
Dalla parte di Gaia: la saggezza femminile tra botanica e ritmi della natura
Dalla storica inclinazione per lo studio delle piante, la cui conoscenza approfondita portò molte donne ad essere accusate di stregoneria, o per la caccia, fino alla particolare predisposizione per l’agricoltura e l’allevamento, una competenza femminile ancestrale collegata alla capacità di generare e pianificare un futuro a lungo termine, seguendo i ritmi della natura: tutta una serie di attitudini, prese in considerazione da Silvana Galassi (già docente di Ecologia all’Università degli Studi di Milano e oggi attivista ambientale e scrittrice di saggi), assai lontane dai rapporti di potere e di sfruttamento tipici di una classe dominante maschile.





