Api

Dalle api dipende la vita del pianeta: l’appello di Greenpeace

A pochi giorni dalla Giornata Mondiale delle Api, prevista per il 20 maggio, Greenpeace ricorda che dall’impollinazione dipende la vita stessa del pianeta. Un terzo del cibo che mangiamo è strettamente legato all’opera degli impollinatori e sono ben 4.000 le varietà di vegetali che esistono grazie ad essa, tanto che senza loro il 75% delle nostre colture subirebbe una drastica riduzione a livello quantitativo o qualitativo.

Da oltre mezzo secolo affrontiamo le emergenze ambientali con azioni dirette nonviolente e pacifiche, portando alla luce le minacce al nostro pianeta e facendo pressione sui governi e sulle aziende affinché adottino soluzioni concrete. – spiega Giuseppe Onufrio, Direttore di Greenpeace Italia – Abbiamo difeso le balene dallo sterminio, fermato i test nucleari, preservato l’Artico dallo sfruttamento. Finché ci sarà un ultimo pezzo di Terra in pericolo, non ci fermeremo. Ma abbiamo bisogno del sostegno di tutti nella lotta quotidiana per fermare questo macabro countdown. Destinare il 5×1000 a Greenpeace significa non limitarsi a sperare in un cambiamento, ma contribuire a realizzarlo.

Il Bosco della api per tutelare impollinatori e biodiversità

Il progetto Bosco delle Api è un esempio tangibile di come sia possibile combattere il declino della biodiversità e creare comunità più sostenibili e resilienti. Il primo è nato a Roma nel 2020 e tre anni dopo, con la collaborazione della Cooperativa Sociale Agropolis, il progetto è stato replicato a Cremona, nel cuore della Pianura Padana, una delle aree più inquinate d’Europa.

Si tratta di vere e proprie food forest, un sistema agroforestale multifunzionale che simula, su piccola scala, un ecosistema boschivo su più strati. In questo ambiente, piante da frutto, erbe medicinali, bacche, ortaggi e fiori convivono sinergicamente con piante spontanee e animali, creando un habitat ricco di biodiversità. Ma le food forest non solo favoriscono la conservazione della natura, forniscono anche spazi per la ricreazione, l’istruzione e la costruzione di comunità.

Le esperienze di Roma e Cremona sono esempi tangibili di come sia possibile trasformare aree urbane e periurbane in stato di abbandono in piccole oasi di biodiversità – ricorda Martina Borghi, Responsabile Campagna Foreste di Greenpeace Italia – Grazie alla dedizione dei volontari e delle volontarie di Greenpeace Italia e al supporto di associazioni locali, le food forest stanno crescendo, hanno cominciato a popolarsi di insetti impollinatori e ad ospitare iniziative locali, spazi aperti per incontri, attività didattiche e iniziative culturali, contribuendo così a sensibilizzare la popolazione sull’importanza della conservazione della natura.

L’opera di Greenpeace

Ogni due secondi sulla Terra scompare l’equivalente di un campo di calcio fatto di foreste, ogni anno finisce in mare una quantità di plastica pari a 12 milioni di tonnellate, pericolo mortale per tartarughe, uccelli, pesci, balene e delfini. Ed ogni anno, oltre 45.000 persone nel mondo muoiono prematuramente per l’esposizione alle polveri sottili (PM2.5) in parte generate anche dall’ammoniaca prodotta dagli allevamenti intensivi. Sono cifre agghiaccianti di una corsa verso l’autodistruzione, un macabro conteggio che allontana le speranze di salvezza del Pianeta e dei suoi abitanti.
Si può sostenere Greenpeace, sempre in prima linea per l’ambiente, con il 5×1000 nella dichiarazione dei redditi, dopo aver inserito nell’apposito spazio il Codice Fiscale 97046630584.