Biometano

Biometano 2022: ecco cosa prevede il nuovo decreto

Arriva dal Ministero della Transizione Ecologica il nuovo decreto sul biometano 2022, un provvedimento importante perché pianifica i fondi del Pnrr (1,7 miliardi di eur) in questo settore strategico, soprattutto in un periodo di crisi energetica come quello che stiamo attraversando.

L’obbiettivo è infatti sostenere e sviluppare l’utilizzo del biometano nazionale, come? Attraverso un processo di massimizzazione del recupero energetico dei residui organici.

Nuovo decreto biometano 2022: cosa prevede

Con una cifra così importante che arriva dal Pnrr, finalmente si può pensare alla produzione di biogas nazionale. A chiedere di investire in altre tipologie di carburante, è la crisi energetica. Ma vediamo più nel dettaglio cosa prevede il nuovo decreto in vigore dal 30 giugno 2026 e che si articola in diversi piani di azione:

  • riconversione ed efficientamento degli impianti di biogas agricoli che già esistono, per arrivare ad una produzione totale o parziale di biometano, destinato ai settori del riscaldamento e raffrescamento industriale e residenziale, terziario, trasporti;
  • accelerare sulla costruzione di nuove centrali per la produzione di biometano. In questo caso il decreto mette in conto un contributo in conto capitale del 40% sulle spese sostenute per i nuovi impianti.

Il testo del nuovo decreto biometano spiega inoltre come saranno forniti gli aiuti agli impianti e in quale quantità. A questi infatti saranno destinate delle somme per incentivare la produzione di biometano. In pratica si tratta di tariffe differenziate sulla base dei costi che ogni impianto sostiene.

Finalmente l’Italia, grazie allo sviluppo del biometano, potrà raggiungere rapidamente l’importante obbiettivo di produrne oltre 4 miliardi di metri cubi. Questo risultato conseguentemente farebbe ridurre l’utilizzo dei gas a effetto serra di oltre l’80%. Il piano che rientra all’interno della strategia della Commissione europea REPowerEu, prevede l’aumento della capacità produttiva di biogas fino a 35 miliardi di metri cubi, all’interno dell’Unione Europea, entro il 2030.