Buone notizie: arriva lo stop per allevamento e uccisione degli animali da pellicce in Italia

Finalmente dal primo gennaio 2022 vige, nel nostro paese, il divieto di allevamento, riproduzione in cattività e uccisione dei visoni (ne venivano massacrati ogni anno 60.000).

Quella degli allevamenti è un’industria crudele, di sfruttamento e maltrattamenti, ormai fuori dal tempo e fuori moda: fra pellicce sintetiche, buoni cappotti e piumini privi di piume dal freddo ci si difende facilmente. La loro chiusura prevede per i proprietari un cospicuo indennizzo (fino a 3 milioni di Euro) e la possibilità di riconvertirsi in impianti agrivoltaici e parchi agrisolari per la produzione di energia pulita. Un effettivo esempio di transizione ecologica.

Tali allevamenti si sono dimostrati anche focolai covid e si è reso necessario l’abbattimento di 30.000 animali tra il 2020 e il 2021; per approfondire è disponibile il rapporto della LAV Fashion Spillover.

Cosa prevede il nuovo decreto sui visoni

Sono due i principali punti su cui soffermarci ovvero:

– il divieto di allevamento di visoni e ogni altro animale per pellicce
– lo smantellamento, entro il 30 giugno 2022, dei 5 allevamenti presenti nelle province di Brescia, Cremona, Forlì-Cesena, Ravenna e L’Aquila con divieto di riproduzione per i 7.039 visoni ancora prigionieri.

Va sottolineato che sul nostro territorio potranno ancora essere vendute legalmente pellicce purché le pelli provengano da allevamenti esteri e non siano di cane o di gatto, il cui utilizzo è vietato in tutta la Comunità Europea.

Molti altri Stati europei hanno già messo al bando gli allevamenti di animali “da pelliccia”: Regno Unito e Svizzera (dal 2000), Austria (dal 2004), Slovenia (dal 2013), Repubblica di Macedonia (dal 2014), Croazia (dal 2017), Lussemburgo (dal 2018), Repubblica Ceca e Serbia (dal 2019) e altri se ne aggiungeranno: Germania e Irlanda (dal 2022), Belgio (dal 2023), Norvegia (dal 2025), Estonia e Francia (dal 2026).

Gli altri animali, dagli spettacoli circensi ai pulcini uccisi

Tanta strada resta da percorrere su molti fronti: le leggi del circo, degli zoo e degli acquari sono, al momento, più forti del benessere degli animali esotici e non è prevista una legge che ne vieti il loro utilizzo. Elefanti, tigri, leoni, delfini, scimmie non devono essere privati della loro dignità, non sono pagliacci. Possiamo, nel frattempo, scegliere di assistere solo a spettacoli senza animali, a performance straordinarie come quelle del Cirque du Soleil o del Circo Roncalli.

Notizie incoraggianti per i pulcini: una legge prevede che entro il 2026 (ma perché attendere tanto?) milioni di pulcini maschi non vengano più triturati perché inutili. Una start up israeliana ha sviluppato il metodo per individuare le uova che contengono embrioni maschili subito dopo la deposizione e far nascere così solo galline ovaiole.

Tanti passi in avanti anche per il divieto di allevamento dell’orso tibetano, meglio conosciuto come orso della Luna, torturato e sfruttato per l’estrazione della bile la quale contiene un principio attivo apprezzato in Cina e Vietnam per le sue proprietà antinfiammatorie nei confronti del fegato.

Da marzo 2013 è in vigore il divieto di vendere o importare prodotti o ingredienti cosmetici testati sugli animali. Sarà sempre bene controllare la lista degli componenti per verificare l’assenza di derivati animali (INCI–International Nomenclature of Cosmetic Ingredients).

Un sentito ringraziamento a tutte le associazioni animaliste protagoniste indiscusse dei molteplici obiettivi raggiunti e ai tanti cittadini che con firme e contributi hanno creduto ad un mondo diverso. Avanti tutta!

di Marzia Fiordaliso