EcoDesign – Mostre, scenografie e allestimenti a caccia di minori impatti ambientali

È un tema che ricorre sempre più spesso e tocca inevitabilmente chiunque abbia bisogno, voglia e piacere di comunicare contenuti culturali o commerciali propri o altrui.

Per farlo serve Organizzare, progettare e realizzare contenitori, il che significa impiegare materia, spesso usata per pochi giorni o poche settimane, e questo, oltre ad altre fonti di impatto, è un perimetro su cui si può agire.

Alcuni in passato ci hanno lavorato anche con molta creatività: per esempio impiegando i materiali di risulta da montaggio stand nelle fiere per farsi lo stand oppure facendo contratti di disallestimento di padiglioni delle biennali per poi trasformare quei componenti in arredi o altro.

Stiamo parlando di buone partiche che però solo a spot sono state realizzate nel nostro paese che si conferma a macchia di leopardo.

Ma veniamo al quid di questa puntata: scopro pochi mesi fa che a Milano in Bovisa è nato Spazio Meta grazie a Martina Bragadin, Margherita Crespi e Benedetta Pomini, che arrivano da percorsi differenti ma vicini in particolare al mondo delle scenografie.

Ispirate da La Reserve des Arts, associazione parigina che da 12 anni lavora coniugando cultura, saper fare artigiano ed economia circolare, sognano qualcosa di simile anche in Italia

Spazio Meta è, per ora, un magazzino di 300 metri quadri provvisto di un laboratorio che processa materiali provenienti da allestimenti di design week, sfilate, mostre, eventi. Una volta catalogati, per tipologia o colore, e organizzati al meglio vengono esposti per la vendita al pubblico, con tariffe solidali che tengono conto di peso, quantità e tipo. Un software monitora flussi in entrata e in uscita.

I clienti di Spazio Meta sono quindi aziende che cedono materiali/allestimenti e progettisti/designer in cerca di componenti per concretizzare le proprie idee e proposte di allestimento.

Le necessità sono tante perché riguardano mostre, scenografie, stand, eccc.

Spazio Meta offre anche servizi di co-branding, affiancando i clienti con progettazione, comunicazione e supporto tailor made per eventi. In agenda per il futuro anche l’avvio di attività di formazione e workshop per le comunità locali in collaborazione con artisti e designer.

Nel 2021 Spazio Meta ha già intercettato in pochi mesi 16 tonnellate di materia riuscendo a venderne, in ancor meno tempo, 5 tonnellate.

Francamente penso che di Spazio Meta ci sia bisogno in parecchie città italiane, sicuramente le principali che sono sede di numerosi eventi e mostre.

E auguro al comune di Milano, che recentemente ha adottato (applauso!!) criteri da rispettare per la realizzazione di eventi comunali o patrocinati dal comune, di diventare un vero cantiere sull’impiego di allestimenti non solo riciclabili ma anche di “seconda mano”.

Riscontro da segnali diversi molta attenzione verso questo tema; è parecchio caldo e credo che presto ne sentiremo ancora parlare perché di iniziative simili ce n’è proprio bisogno.

di Irene Ivoi, Ecodesigner

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