EuroPolis – Le infrastrutture sostenibili per rilanciare sviluppo turistico, economico e sociale nelle città europee, di Simone D’Antonio

Può una pista ciclabile costituire una spinta per il rilancio turistico di una città o di un quartiere? Le esperienze condotte nell’ultimo anno in numerose città europee sembrano indicare quanto la realizzazione di infrastrutture sostenibili di mobilità rappresentino una spinta alla crescita ambientale ed economica di un territorio, anche in funzione turistica. La riapertura dei confini nazionali in corso in questi mesi sta conducendo chi viaggia per turismo o per lavoro a riscoprire città e territori europei in maniera diversa, valorizzando in una chiave nuova quegli interventi realizzati nei mesi seguenti all’emergenza pandemica.

Il proliferare di percorsi ciclo-pedonali in numerose aree urbane e metropolitane europee costituisce la principale eredità di un periodo storico in cui spazi e strutture pubbliche sono state riprogrammate per favorirne una fruizione all’aperto e lo sviluppo di nuove attività outdoor. Un cambiamento spesso rapido ed in linea con strategie precedenti, ma che attende di essere consolidato per diventare parte dell’orizzonte futuro delle città sostenibili che stiamo costruendo per il futuro.

L’esempio di Dublino

Un esempio interessante in questo senso viene offerto dall’area costiera che circonda Dublino, dove ad appena quattro mesi dall’inizio della pandemia l’amministrazione di Dùn Laoghaire ha realizzato un percorso ciclabile che corre sul mare parallelamente alla celebre ferrovia locale, che abbraccia le due estremità della costa della baia dublinese (Patrimonio dell’Umanità Unesco). L’azione, realizzata dall’amministrazione senza seguire processi partecipativi o di concertazione locale, è stata sostenuta a gran voce da ceti dinamici e categorie produttive del territorio, che hanno visto in questo rifacimento infrastrutturale realizzato a costo bassissimo un interessante incentivo alla mobilità sostenibile nell’area circostante la capitale irlandese. La creazione del percorso ciclabile ha dato il via ad una serie di riutilizzi temporanei dello spazio pubblico, che hanno migliorato la fruibilità di mercati, negozi e attrazioni per residenti e visitatori, soprattutto in funzione di una rinnovata promozione turistica sia di prossimità che per i tanti turisti che ogni anno affollano la vicina Dublino.

A poco più di un anno dall’entrata in funzione del percorso ciclabile è tempo di bilanci per l’amministrazione locale, che sulla base di uno studio realizzato in collaborazione con gli attori del territorio deciderà se mantenere questa pista ciclabile o riportare la strada alla conformazione precedente. Il consolidamento delle innovazioni nell’uso dello spazio pubblico rappresenta in tutta Europa la sfida principale che Comuni di ogni tipologia e dimensione stanno affrontando. Da questo dipenderanno non solo le prospettive future di sviluppo urbano sostenibile sul medio-lungo periodo, ma anche la capacità di realizzare davvero forme di resilienza collaborativa capaci di oltrepassare lo spettro dell’emergenza pandemica e disegnare nuovi modelli di relazione tra le persone e l’ambiente urbano.

 

di Simone D’Antonio, giornalista urbano, responsabile Anci/Urbact