Fichi d'India frutta

Fichi d’India: proprietà e valori nutrizionali

I fichi d’India sono frutti prodotti da una pianta appartenente alla famiglia della Cactaceae. Nota col nome scientifico di Opuntia ficus-indica L., questa specie è considerata una pianta grassa e la sua altezza può superare i 3 metri.

I frutti noti come fichi d’India presentano caratteristiche molto particolari, a cominciare dalle colorazioni che variano dal giallo al rosso intenso. La polpa al loro interno varia di colorazione e può essere bianca, gialla o rossa. La forma è generalmente più tonda nei primi frutti estivi mentre risulta più allungata per la produzione tra settembre e ottobre.

A renderli più che riconoscibili sono però gli aghi che spuntano ai lati del frutto e lungo le diramazioni del fusto, dette cladodi. Questi ultimi sono da tenere in buona considerazione, dato il fatto che possono sviluppare radici e permettere la riproduzione della pianta per talea.

All’interno dei frutti sono presenti semi in numero elevato, mentre i fiori che li precedono presentano un colore piuttosto acceso. Esternamente sono presenti sia aghi più grandi, come anticipato poco fa, che micro-aghi detti glochidi. Attenzione soprattutto a questi ultimi, che una volta conficcati nella pelle sono più difficili da estrarre per vari motivi (dimensioni, fragilità esterna e difficoltà nel trovare il punto esatto di ingresso).

Le origini del frutto denominato fico D’India sono in realtà tutt’altra che indiane. Le prime tracce della pianta che lo produce sono state individuate in Messico, da cui poi la specie è stata esportata sia nell’area del Mediterraneo che in Asia e Oceania. In Italia sono presenti soprattutto nel Sud e nelle Isole (Sardegna, Sicilia, Puglia e Calabria).

La varietà più venduta in Italia risulta essere la Sulfarina, dal colorito giallo, mentre sono diffuse in buona quantità anche quelle dette Muscaredda bianco e Sanguigna rosso.

Fichi d'India fiori

Valori nutrizionali

Andando a guardare più nel dettaglio i valori nutrizionali si scopre che i fichi d’India sono composti per l’83,2% da acqua. In 100 grammi di parte edibile sono presenti circa 13 grammi di carboidrati, 0,8 grammi di proteine e appena 0,1 di grassi.

Guardando alle altre sostanze troviamo 5 grammi di fibre e 1 mg di sodio. Presenti anche diversi sali minerali (calcio, ferro, fosforo e potassio) e vitamine (A, B1 o Tiamina, B2 o Riboflavina, B3 o Niacina, C).

I fichi d’India fanno ingrassare?

Una delle domande più frequenti quando si parla di cibo è se questo o quell’alimento influirà sul peso corporeo. I fichi d’India fanno ingrassare? La risposta è no, anche se molto dipenderà chiaramente dal numero di unità consumate al giorno.

In generale si parla di circa 53 kcal per 100 grammi di parte edibile, per un frutto che generalmente pesa poco più di 200 grammi. A vantaggio dei consumatori di questi fichi d’India giocano alcune proprietà, come ad esempio l’azione stimolante del senso di sazietà.

Il risultato in questo caso potrebbe favorire indirettamente il dimagrimento, in quanto portare a un minore ricorso a snack fuori pasto. In più i fichi d’India possono sostituire ad esempio lo spuntino di metà mattinata. Possono essere d’aiuto anche nella scelta di alimenti più salutari durante la giornata, poiché renderanno meno esposti a pericolosi sbalzi glicemici.

Quanti fichi d’India si possono mangiare al giorno?

Viene generalmente consigliato un quantitativo massimo di circa 250 grammi al giorno. Questo vuole dire che si possono mangiare al giorno 1 o 2 fichi d’India, privati della buccia (generalmente sconsigliata a causa degli aghi).

Attenzione anche a un ulteriore aspetto o curiosità, che potrebbe scatenare un allarmismo fortunatamente ingiustificato. Se consumato in grandi quantità questo frutto ha un effetto secondario particolare: le urine potrebbero risultare rossastre.

Fichi d'India cactus

Fichi d’India: proprietà

Le proprietà benefiche associate ai fichi d’India interessano vari ambiti. A cominciare da quello delle difese immunitarie, con il ruolo di primo piano assunto dalla particolare presenza di vitamina C. In passato è stato utilizzato dai marinai per combattere lo scorbuto. Data la sua presenza da metà luglio a fine ottobre, questo frutto si rivela un valido alleato anche contro i primi raffreddori autunnali e l’avvio del periodo influenzale.

Ora la presenza di vitamina C in questo frutto è utile per contrastare l’invecchiamento cellulare, proteggendo l’organismo dai radicali liberi. Efficace inoltre per stimolare l’assunzione di ferro, metabolizzare le proteine e mantenere le ossa in salute.

Ad aiutare nella prevenzione dell’invecchiamento cellulare sono anche i tannini, presenti in una certa misura nei fichi d’India. Una caratteristica molto utile tenendo in considerazione la vita spesso frenetica all’interno delle città e la costante esposizione ad agenti inquinanti e meteorologici.

Senza dimenticare la presenza di fibre alimentari, che non si limitano a stimolare il senso di sazietà. Sono molto utili anche per mantenere in salute l’apparato digerente e la flora batterica intestinale.

Se masticati, i semi forniscono un effetto astringente, utile in caso di diarrea. Al contrario la polpa tende ad avere un effetto lassativo, motivo in più per non esagerare (a meno di effettivo bisogno) con il consumo di questi frutti.

Fichi d’India e diabete

Buone notizie anche per chi soffre di diabete. Ai fichi d’India vengono associate proprietà di riduzione dei livelli di glicemia nel sangue. Azione che si rivela particolarmente utile a chi soffre di diabete mellito. Anche in questo caso tuttavia è bene non superare i quantitativi giornalieri consigliati, fermandosi se possibile a non più di un frutto al giorno.

Controindicazioni

In generale i fichi d’India non presentano controindicazioni specifiche nei soggetti sani. Tuttavia possono presentarsi alcuni rischi specifici in presenza di patologie sottostanti o ipersensibilità.

Occorre dire innanzitutto che possono manifestarsi intolleranze o allergie specifiche a questo frutto. Opportuno quindi valutare con attenzione la comparsa di sintomi come gonfiore, anche localizzato su mani, bocca, lingua e/o infiammazioni a livello della gola. Non esitare a contattare il proprio medico curante o a recarsi presso il più vicino Pronto Soccorso qualora i sintomi risultino di grave entità o si manifestino difficoltà respiratorie.

Le restanti controindicazioni note sono legate alla presenza dei semi e al loro effetto astringente. Evitarne il consumo qualora si soffra di stipsi, in quanto la condizione potrebbe aggravarsi. Da evitare accuratamente anche per i soggetti che soffrono di diverticolosi a causa sempre della presenza dei piccoli semi, che potrebbero incastrarsi nei diverticoli innescando l’intensificarsi della condizione infiammatoria.