Green Building Council Italia: città sostenibili per salvare il pianeta, le proposte della filiera edilizia

La neutralità climatica in edilizia non è solo un’opportunità da cogliere, è una scelta obbligata e urgente per costruire comunità cittadine resilienti e salubri, essa è un antidoto alla crisi climatica e uno strumento a servizio della transizione ecologica.

Ḗ quanto è emerso dall’evento di venerdì scorso Driving the Change – GBC Italia for COP 26 organizzato da GBC Italia a Mind – Milano Innovation District con il contributo di Lendlease, Asacert, Coima, Greenwitch e A2A.

L’evento restituisce un messaggio forte e chiaro che GBC Italia, insieme ad altre 9 organizzazioni internazionali, porterà in discussione al tavolo di lavoro Cities Regions and Built Environment in programma l’11 novembre alla COP26 di Glasgow.

Tanti i relatori in sala, esperti e protagonisti internazionali del mondo delle costruzioni e dell’immobiliare, che hanno voluto portare il loro contributo: Tony Lombardo CEO di Lendlease, Kelly Russell di Coima, Carlotta Ventura di A2A, Cristina Gamboa CEO di WGBC, James Drinkwater Head of Built Environment di Laudes Foundation, Elizabeth McKeon, Head of Climate Action di IKEA Foundation, Bex Porter, Built Environment Team di Climate Champions, Stephen Richardson Direttore ERN WGBC.

L’Italia è il secondo paese in Europa per il ricorso ai protocolli energetico-ambientali (rating-system) nazionali ed internazionali (Leed, Itaca, ecc.). Una posizione di leadership conquistata attraverso la qualità, le competenze e l’arte del sapere fare”. Così, Marco Mari, Presidente di GBC Italia, sui traguardi italiani.

La politica europea e italiana si confrontano apertamente sulle best practice di edifici e quartieri: Fabio Massimo Castaldo Vice Presidente del Parlamento Europeo, il sottosegretario del Mite Vannia Gava, il Vice Ministro del Mit Alessandro Morelli, il Sindaco di Pesaro Matteo Ricci, l’On. Gianluca Rospi e il Presidente dell’Anci Antonio Decaro.

L’impatto ambientale della progettazione, costruzione ed esercizio degli edifici è enorme: gli edifici sono responsabili dell’emissione di circa il 39% delle emissioni globali di CO2, di cui il 10% è rappresentato dalle emissioni di CO2 “incorporate” (embodied) nei materiali e nei processi di costruzione, durante l’intero ciclo di vita. “Dobbiamo saper misurare e verificare le prestazioni energetico ambientali del costruito con un approccio sistemico. – L’appello del Presidente Mari – Con i nostri protocolli la community di GBC Italia è in grado di affrontare la complessità della sfida con strumenti concreti per il mercato e di aggregare la catena del valore della filiera”.

Nelle parole del Vicepresidente di GBC Italia, Fabrizio Capaccioli, la visione del cammino da intraprendere e la strada maestra attraverso cui operare: “34 milioni di europei non posso riscaldare adeguatamente le loro abitazioni. Partendo da questo dato dobbiamo saper immaginare un futuro diverso – prosegue Capaccioli – Viviamo in un contesto storico, politico ed economico che ci obbliga ad affrontare il futuro con un approccio olistico, per usufruire al meglio delle risorse messe a disposizione e per costruire insieme una vera rivoluzione sostenibile, per la salvaguardia dell’unico pianeta che abbiamo a disposizione”.

Con l’obiettivo di mettere insieme non più singole realtà, ma tutte le componenti del settore, è stato lanciato il Manifesto di GBC Italia per COP26, un impegno di responsabilità condivisa rivolto a tutti gli operatori dalla filiera e della community di GBC Italia.

Un documento che indica la strada per un’edilizia sostenibile, strumenti e principi cardine attorno ai quali si vuole disegnare un ambiente costruito totalmente decarbonizzato, inclusivo e salubre. Le parole chiave sono economia circolare, qualità, innovazione e resilienza delle città. Per dare concretezza e riferimenti univoci alle azioni da perseguire servono:

  • una normativa basata sui nuovi requisiti prestazionali e non prescrittivi: basato sulla premialità delle prestazioni reali e misurabili in opera, monitoraggio continuo dell’impatto del settore con un approccio sistemico per migliorare l’efficacia delle politiche in atto e di quelle a venire;
  • l’innovazione e la digitalizzazione del settore. L’adozione di nuovi modelli progettuali, tecniche costruttive e prodotti attraverso la tecnologia e la ricerca;
  • il supporto della finanza sostenibile. L’incentivazione di partnership Pubblico-Privato per massimizzare gli investimenti nella fase di transizione verso un’economia neutrale ed equa governance partecipata attraverso il coinvolgimento attivo di tutti gli stakeholder pubblici e privati.