Inventario nazionale dei rifiuti radioattivi: i dati fino al 31 dicembre 2020

Inventario nazionale dei rifiuti radioattivi: i dati fino al 31 dicembre 2020

ISIN ha diffuso l’Inventario nazionale dei rifiuti radioattivi aggiornato al 31 dicembre dello scorso anno: il rapporto dà un quadro completo della situazione dei rifiuti radioattivi nel nostro Paese e viene mostrato attraverso schede descrittive degli impianti che si trovano nel territorio italiano che al momento posseggono rifiuti radioattivi, combustibile esaurito, sorgenti dismesse e materie nucleari.

Rimane stabile anche per quest’anno la produzione di rifiuti radioattivi, nello specifico a seguito di attività di bonifica. L’aumento dei rifiuti radioattivi alla data sopraindicata è stato pari a 724,3 m3, anche a causa dei dati relativi ai rifiuti radioattivi gestiti presso il deposito CISAM. Grazie ad un sistema informatico nuovo di recupero dei dati relativi a produzione e stoccaggio in funzione da quest’anno, si possono avere informazioni sempre più precise.

I dati

Per quanto riguarda lo scorso anno, nel dettaglio, c’è stato un incremento dei rifiuti radioattivi stoccati nel Lazio (da 9284 a 9504 m3, +220 m3), in Basilicata (da 3362 m3 a 3526 m3, +164 m3), Puglia (da 390 m3 a 535, +145 m3) e Lombardia (da 6147 m3 a 6167, +20 m3); diminuito, invece, il quantitativo di rifiuti stoccati in Emilia Romagna (da 3272 m3 a 2837, – 435 m3), Piemonte (da 5605 m3 a 5304, -301 m3) e Campania (da 2968 m3 a 2905, – 63 m3).

In totale, il volume dei rifiuti radioattivi presenti nel nostro Paese è pari a 31.751,6 m3. La Regione Lazio è quella con il volume maggiore di rifiuti radioattivi detenuti: con 9504 m3, ha il 29.93% del totale nazionale. Per quanto riguarda la radioattività, invece, la regione che si trova in prima posizione è il Piemonte (2.067.697 GBq, pari al 73,09% del totale nazionale).

I rifiuti radioattivi che si trovano sul territorio italiano, secondo la classificazione attuale sono: a vita molto breve (1291,41 m3, con una diminuzione pari a 114,33 m3 rispetto al 2019), ad attività molto bassa (14.618,28 m3, con un incremento di 545,88 m3), a bassa attività (12.700,07 m3, +178,88 m3 rispetto al 2019) e a media attività (3.141,83 m3, +113,87 m3).

Il 99% del combustibile irraggiato delle quattro centrali nucleari nazionali è stato mandato in Francia e in Gran Bretagna, in cui è stato sottoposto a riprocessamento.