SOS – La voce dei neo Sindaci su Twitter non è verde

Quanto spazio ha la sostenibilità nei programmi e nella voce social dei neoeletti sindaci? Da questa domanda e dal continuo lavoro di ricerca, di advocacy e di sensibilizzazione svolto da Pentapolis Institute è nata “Eco Media – Leaders on Twitter Research”, in vista delle recenti elezioni amministrative, condotta dall’Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino.

La risposta che emerge dai risultati delle analisi evidenzia ancora un basso peso dei temi legati all’Agenda 2030, persino durante la campagna elettorale, nelle parole dei canditati, alcuni dei quali Sindaci neo eletti.

Il Report prende in esame gli oltre dodici mila tweet pubblicati tra giugno e ottobre 2021 dai candidati sindaco di un campione di quattordici comuni italiani andati al voto, con una ricerca che unisce tecniche quantitative e qualitative (in appendice le note metodologiche).

Il lavoro di ricerca ha riguardato 14 comuni coinvolti nella tornata elettorale della amministrative 2021 per il rinnovo del Consiglio Comunale ed elezione del sindaco di Bologna, Cosenza, Fermignano, Grosseto, Latina, Melfi, Milano, Napoli, Olbia, Pordenone, Roma, San Benedetto del Tronto, Torino e Trieste.

Nel complesso sono stati identificati 112 candidati di cui 54 con un profilo Twitter ufficiale o chiaramente riconducibile al candidato.

Sui 12.333 tweet analizzati, pubblicati dagli account ufficiali dei candidati tra giugno e ottobre 2021, quelli “verdi” rappresentano solo il 4% del totale, posizionando il tema della sostenibilità ultimo fra i contenuti affrontati (dopo, addirittura, argomenti legati alla sfera personale).

I tweet riguardanti ambiente, cambiamento climatico e rifiuti hanno più frequentemente, rispetto alle altre categorie, un taglio legato alle policy che il candidato intende portare avanti.

La pubblicazione di questi temi non è peraltro avvenuta da parte di tutti i possessori di un profilo Twitter presi in considerazione dallo studio ma solo dalla metà di loro che, si sono pronunciati, almeno una volta, sul tema.

A livello nazionale i candidati sembrano essersi, complessivamente, concentrati maggiormente sul tema a fine giugno, principalmente a seguito di un’attivazione social del momento.

Non sembrano invece aver influenzato i trend né generato un aumento del flusso gli incendi avvenuti in varie regioni italiane e le alluvioni in Germania a cavallo di luglio e agosto. E neanche gli eventi politici come il Summit Pre-COP 26 e le conferenze dell’attivista Greta Thunberg, tra l’ultima settimana di settembre e i primissimi giorni di ottobre.

Determinanti per i dati nell’ambito dei tweet ecologici sono quelli sul tema rifiuti a Roma (oltre l’81% dei tweet ambientali), trattato in particolare da Roberto Gualtieri, Virginia Raggi e Carlo Calenda.

Rimanendo nella Capitale, il neo Sindaco di centrosinistra Roberto Gualtieri, ha fatto solo 39 eco-tweet (poco più del 5% sui 698 totali), insistendo sulla situazione dei rifiuti a Roma, spesso con critiche all’Amministrazione uscente.

Analoga la situazione per il candidato del centrodestra, Enrico Michetti, che ha dato spazio alle tematiche ambientali in 33 dei suoi 441 tweet (circa l’8%). Anche lui, come il suo avversario, ha criticato la gestione dei rifiuti, non risparmiando accuse e utilizzando in modo ricorrente il termine “degrado”.

I candidati sindaci a Milano

A Milano, i candidati sindaci che hanno ottenuto i due migliori risultati alle elezioni, il sindaco Beppe Sala e Luca Bernardo hanno scritto insieme, nove tweet della categoria ecological, su un totale di 95. I cinque tweet di Sala si concentrano sui piani del G20 in materia di clima e della Cop26.
Bernardo nei suoi quattro tweet si concentra sul miglioramento della viabilità tramite la costruzione di piste ciclabili e sulla riduzione delle polveri sottili in città, che causano malattie respiratorie.

I candidati sindaci a Torino

La tendenza a dare poco spazio ai temi dell’Agenda 2030 si ritrova anche in altre città, come Torino dove il vincitore delle elezioni, Stefano Lo Russo, ha parlato di ambiente solo in cinque dei suoi 202 tweet (il 2,5%). Punto forte dei suoi eco-post è la riconversione al green del capoluogo piemontese, dalle infrastrutture alla mobilità, spesso illustrata con commenti personali.

Paolo Damilano, il suo antagonista di centrodestra, ha invece parlato di temi ecologici in sei tweet su 283 (appena più del 2%) esprimendo la volontà di sostenere e favorire la transizione ecologica.

I candidati sindaci a Trieste

A Trieste, per citare un’altra città, Roberto Dipiazza, sindaco di centrodestra riconfermato, ha parlato d’ambiente in tre tweet su 66, sempre riferendosi alla città e concentrandosi su temi come l’incremento delle aree verdi e la mobilità green (piste ciclabili e mezzi pubblici).

Il suo avversario di centrosinistra Francesco Russo non ha invece pubblicato nei suoi 128 tweet nessun contenuto ambientale.

I candidati sindaci a Napoli

A Napoli poi, Gaetano Manfredi ha parlato di ambiente in quattro tweet su 206 concentrandosi su bellezza e sviluppo: migliorare gli spazi verdi in città, agire contro il degrado delle zone periferiche, e riconvertire il litorale da San Giovanni a Bagnoli. Attenzione anche ai trasporti con l’annunciata riconversione di molti dei bus attuali in mezzi elettrici, con un bonus ai tassisti che passeranno a mezzi ibridi o elettrici.  Catello Maresca, secondo candidato a Napoli, con il 21% delle preferenze, dedica all’ambiente quattro tweet su 359. In campagna aveva sottolineato la mancanza di verde in città e aveva espresso la volontà di bonificare l’area di Bagnoli per rendere il mare della zona più pulito ed estendere il raggio turistico della città.

La dichiarazione di Massimiliano Pontillo, Presidente di Pentapolis

“E’ evidente – dichiara Massimiliano Pontillo, Presidente di Pentapolis – come la ricerca restituisca un quadro del dibattito pubblico dove l’ambiente e la sostenibilità sono ancora (incredibilmente) marginali nell’agenda politica, fortemente permeata invece dal tema delle vaccinazioni e delle misure di contenimento del Covid-19: cinque tweet su dieci.
Una fotografia davvero inaspettata in un contesto dove l’Unione Europa ha puntato tutto sulla sostenibilità e l’innovazione green.
Se la voce dei candidati non è particolarmente verde, l’attenzione e le reazioni del pubblico social sono invece dirette proprio ai temi ecologici.

Lo sembra dimostrare l’evidenza secondo cui tre dei cinque tweet con più like siano relativi sia alla categoria ambientale che a quella legata ai programmi sul territorio.

Anche per i contenuti con più retweet si ripropone lo stesso dato, con tre contenuti eco-policy tra i primi cinque.”

Le voci di chi ha condotto l’indagine

“Una collaborazione importante quella con Pentapolis Institute – afferma Lella Mazzoli, Direttore dell’Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino. – Giovani giornalisti che indagano sull’informazione ambientale e su come questo tema sia centrale per la politica, anzi come non lo sia. I metodi utilizzati in questa ricerca sono di grande attualità e consentono al giornalismo di raccontare in modo puntuale e contemporaneo e offrire una fotografia su temi specifici.”

“I risultati dello studio mostrano, rispetto allo specifico dei temi dell’Agenda 2030, come la collaborazione tra giornalisti e ricercatori rappresenti la chiave per comprendere le dinamiche di costruzione dell’opinione pubblica che partono dalle parole dei politici e raggiungono i cittadini attraverso la disintermediazione dei social media” commenta così Fabio Giglietto, Professore associato dell’Università di Urbino e curatore del Report.

QUI LA RICERCA COMPLETA

Contatti Ufficio Stampa

Pentapolis Institute: Patrizia Brunetti – relazioniesterne@pentapolis.eu

www.osa-ecomedia.it www.pentapolis.eu

 

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Appendice 1 – Note metodologiche e Higlights di  “ECO MEDIA – LEADERS ON TWITTER RESEARCH – 2021”

 

La ricerca è stata condotta da Fabio Giglietto, Professore Associato dell’Università di Urbino, ed è stata sviluppata nell’ambito del suo corso di Social Media Analysis dell’Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino.

Lo studio presenta un’analisi dell’uso di Twitter da parte dei candidati sindaci nelle elezioni comunali di ottobre 2021 in Italia.

Tra le città coinvolte ci sono i tre poli rappresentativi delle aree geografiche della penisola, Napoli per il sud, Milano per il nord e la capitale, Roma.

Il Report si articola in una parte dedicata allo studio quantitativo delle conversazioni generate dai candidati su Twitter e delle reazioni ricevute cui è seguito un approfondimento basato su una analisi del contenuto che ha consentito di classificare gli oltre 10mila tweet postati dagli account monitorati durante il periodo compreso fra giugno e ottobre.

Più in dettaglio, i 12.333 tweet analizzati sugli account ufficiali dei candidati sono stati oggetto di una analisi multi-metodo che spazia dalla social network analysis all’analisi dei testo e del contenuto.

Ogni categoria (ecological, political, politics, campaign, personal) è stata in seguito sviluppata con un’analisi qualitativa del dato raccolto, così da indicare non solo il numero di volte in cui il tema del tweet del candidato era di carattere ecologico, ad esempio, ma anche il tema specifico dell’ecologia che al candidato interessa condividere col suo pubblico.

La leaderboard dei candidati delle grandi città mostra una chiara tendenza che vede prevalere i profili che hanno una storia più lunga nell’utilizzo di Twitter e, fra questi, i personaggi che godono di rilevanza nazionale.

Dominano dunque questa classifica dei candidati con il numero maggiore di followers: Virginia Raggi, Carlo Calenda e Gianluigi Paragone.

Non tutti i candidati hanno usato il loro account Twitter attivamente durante i mesi che hanno preceduto il voto.

Dai dati emergono due casi contrapposti.

Da una parte il candidato “sovranista” di Roma, Gilberto Trombetta che ha prodotto oltre 4 mila tweet nel periodo di rilevazione.

Dall’altro, Gianluigi Paragone – candidato a Milano – che non ha per nulla sfruttato il potenziale di follower del suo account Twitter, avendo pubblicato un solo tweet nel periodo osservato.

Fra i candidati più produttivi va sicuramente menzionato inoltre Carlo Calenda che con i suoi quasi tre mila tweet stacca nettamente i principali competitor romani Gualtieri, Michetti e Raggi.

Carlo Calenda è stato anche il candidato che ha ricevuto nel complesso il numero più alto di retweet.

Al secondo posto, Gilberto Trombetta che, nonostante il numero largamente inferiore di followers, ha ottenuto più retweet di Virginia Raggi.

Nel complesso i numeri mostrano chiaramente come Roma sia stato l’unico Comune dove Twitter è stato utilizzato in modo sistematico dai candidati sindaco. La visibilità nazionale della competizione e di alcuni candidati ha sicuramente favorito questo risultato.

I dati relativi ai tweet postati da questi account, ai retweet di questi tweet e alle statistiche relative a numero di follower, retweet e metriche di engagement dei singoli contenuti e dei profili sono stati raccolti usando la Academic Research product track ed il relativo pacchetto di R4 denominato academictwitteR.

Durante il periodo di rilevazione (dal primo di Giugno 2021 al 3 Ottobre 2021), 41 dei 54 candidati hanno pubblicato almeno un tweet.

Nel complesso sono stati raccolti ed analizzati 12.333 tweet (di cui 8.181 tweet originali, ovvero escludendo i RT).

L’analisi della rete dei retweet dei candidati è stata effettuata con il software Gephi, mentre per l’analisi dei termini sono stati utilizzati i pacchetti quanteda e rainette di R.

L’analisi del contenuto ha visto coinvolti tutti i curatori dello studio, ciascuno dei quali ha letto e codificato circa 1,500 tweet a testa. Il protocollo di codifica ha previsto una fase di training informale volta a formare i coders all’uso quanto più possibile oggettivo della scheda di codifica. La scheda di analisi consiste di cinque categorie non mutualmente esclusive ed è stata costruita adattando esempi trovati in letteratura.

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Pentapolis nasce nel 2006 come associazione culturale, nel 2012 diventa una Onlus, nel 2021 si costituisce in tre realtà, ciascuna con una propria specializzazione e funzionalità operativa: Pentapolis Institute ETS, Pentapolis Communication SB, Pentapolis Goal4Planet ASD.
Tre anime che condividono un’unica idea dal valore universale: promuovere una comunità urbana glocal più sostenibile, giusta ed equa.
Diffonde gli obiettivi di sviluppo sostenibile dettati dall’Agenda 2030 (ONU), soprattutto nei contesti urbani, ed è attiva in diversi settori: giornalismo, comunicazione, scienze sociali, ricerca, formazione, eventi, cercando di apportare un contributo di valori, progetti e iniziative.
Nel 2014 istituisce, per la prima volta in Italia, l’Osservatorio Sostenibilità e Ambiente, con l’obiettivo di dare una fotografia periodica su come le tematiche ambientali vengono trattate sui maggiori mezzi d’informazione e sui social dal decisore pubblico.
Pubblica ricerche e analisi di studio per favorire una riflessione generale sulla sostenibilità, al fine di valutare sia la natura dell’informazione e l’autorevolezza delle fonti sia l’efficacia della sensibilizzazione del cittadino, degli opinion maker e dei vari stakeholder.

 

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L’Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino è il più antico in Italia. Nasce nell’ottobre 1990 e svolge la sua attività prevalentemente in due settori: – scuola di giornalismo – attività formative della comunicazione.

L’IFG ha vinto, come Scuola o attraverso i suoi allievi praticanti diversi premi sia a livello nazionale che internazionale, come quello assegnato nel 2013 dalla Casa editrice americana Condè Nast riconoscendolo struttura formativa italiana di “eccellenza” nel settore del giornalismo.

La Scuola ha una straordinaria peculiarità: i suoi prodotti entrano nel territorio, nel mercato ed è l’unica a farlo. Dopo una breve fase propedeutica all’inizio del primo anno di armonizzazione delle conoscenze (gli allievi provengono da formazioni culturali diverse) e in cui la teoria e la pratica si intersecano attraverso esercitazioni, la Scuola edita cinque testate che vengono immesse nel panorama locale.

Dal 2020 collabora con Pentapolis in qualità di partner scientifico dell’Osservatorio Sostenibilità e Ambiente (che produce anche l’annuale Rapporto Eco-Media).