Transizone energetica

Eco-Media Academy: le parole chiave della transizione energetica

Lo scorso 27 maggio si è tenuto il IV corso di Eco-Media Academy per i giornalisti, promosso e organizzato da Pentapolis Institute.  Per questo appuntamento sulla transizione energetica nei media abbiamo invitato a parlare docenti di riconosciuto valore che hanno raccontato il loro modo di interpretare l’ambiente e la sostenibilità.

Eco-Media Academy: perchè parlare di transizione energetica

Parliamo di una transizione che necessita di un approccio hic e nunc. Il numero di abitanti su questa piccola porzione di universo è sempre più in crescita ma le materie prime a disposizione si stanno esaurendo. Non c’è tempo da perdere.

Lo scorso 15 maggio si è assistito all’ Overshoot Day. Che cos’è? E’ quella data in cui l’Italia ha esaurito le risorse del 2022 a disposizione cominciando a intaccare quelle del 2023. Il calcolo è eseguito dal Global Footprint Network, un’organizzazione internazionale che considera i consumi individuali, definendoli come la “nostra impronta” sulla Terra. Se volete calcolare la vostra andate sul sito.

Se pensiamo, per di più, che quasi tutte le guerre sono legate a fattori economici che hanno come oggetto il petrolio allora risulta sempre più evidente la necessità di un passaggio dalle fonti fossili, inquinanti ed esauribili, a quelle rinnovabili e infinite.

Transizione

Che ruolo hanno i media nel processo di transizione?

I media ricoprono un ruolo importante, decisivo e di accelerazione nel centrare i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dettati dall’Agenda 2030 dell’ONU, ecco perché la scelta di dedicare il quarto appuntamento dei corsi Eco-Media Academy (patrocinati dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e sostenuti da NextChemNovamont e Terna) ad un tema così caldo come l’energia.

Le conclusioni delle 3 ore di lavori sono state affidate a me. Ho cercato di correlare, come in una mappa concettuale, una serie di termini che scaturiscono dalla parola chiave “transizione energetica”. Sono quelle voci su cui, noi divulgatori, saremo chiamati a riflettere nei prossimi mesi:

  • decarbonizzazione
  • accordo di Parigi
  • rispetto per se stessi, per gli altri, per il pianeta
  • basse emissioni di CO2
  • riconversione delle imprese
  • minacce per il pianeta
  • compito dei cittadini
  • energia pulita
  • inclusione

Focus dei relatori

Anche i relatori hanno usato chiavi importanti per costruire la “carta della sostenibilità”: Massimiliano Pontillo, Presidente Pentapolis Group ha aperto il pomeriggio e ha parlato del nuovo ruolo del giornalista green, non più solo un tecnico ma un inviato che possa parlare ad un pubblico ampio e attento.

Stefano Martello, Coordinatore Eco-Media Academy, ha affrontato il concetto della complessità, che è emerso più volte durante gli interventi.

Si è parlato di efficienza energetica con Cristina Corazza, Direttore comunicazione ENEA.

Laura Moretti,  Unità Eventi ENEA, ha sottolineato l’importanza di portare la ricerca fuori dai laboratori e di come sia fondamentale costruire un dialogo e un rapporto di fiducia tra gli studiosi e i giornalisti.

Fondamentale ormai il ruolo educativo del divulgatore. Ne è convinta Ilaria Catastini, Direttore comunicazione NextChem – Gruppo Maire Tecnimont. Ma ha spiegato anche cosa significa un’economia a misura di territorio e il valore che si deve attribuire alle sinergie tra realtà differenti, penso al mondo agricolo, della produzione e i media.

Roberto Giovannini, Responsabile sostenibilità Terna ha affrontato il discorso “opinione pubblica”, un numero grande di persone può modificare usi e costumi anacronistici e lavorare insieme per un mondo più verde.

Interessante la finanza comportamentale che indaga i comportamenti dei mercati finanziari includendo gli atteggiamenti individuali; il concetto è stato introdotto da Elena Comelli, giornalista del Corriere della Sera; anche per lei un’azione immediata è auspicabile perché i pericoli per il Pianete e la nostra sopravvivenza sono attuali e tangibili.

Emanuele Bompan, Direttore Materia Rinnovabile: fondamentali le fonti come i numerosi dossier che escono ogni anno e che forniscono dati sui cui ragionare, dal biologico alla mobilità sostenibile, dalla smart city ai livelli di inquinamento, forse però ancora poco considerati dalla stampa; necessari per favorire la decarbonizzazione anche gli investimenti delle aziende private.

Siamo tutti chiamati a diventare soggetti responsabili del cambiamento: ogni cittadino, ogni professionista, ogni azienda, ogni ente locale, il Governo tutto.