ECODESIGN – Ro Guiltless Plastic al secondo giro, di Irene Ivoi, Ecodesigner

Dopo l’azzeramento della design week e del salone del Mobile in aprile, il design anche internazionale è andato in onda a Milano in ottobre 2020 nell’ambito di Milano Design City. Iniziativa che tenta di raccogliere attenzioni da parte del mondo del design, seppur in formato ridotto rispetto ai fermenti della primavera. In questo contesto si colloca la mostra RoGuiltlessPLastic, curata da Rossana Orlandi nei Chiostri rinnovati del Museo Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, svoltasi dal 28 settembre al 7 ottobre. Quest’anno il progetto espositivo comprendeva WE ARE NATURE e Ro Plastic Prize.
WE ARE NATURE è una raccolta di esperienze tecnologiche e artistiche che hanno interpretato l’economia circolare secondo alcuni tormentati temi, oggi molto sotto i riflettori: le api che si estinguono, l’innalzamento delle acque, la desertificazione, ecc.
La mostra RO Plastic Prize è un insieme di 135 proposte finaliste a base di plastica riciclata e a cura di designer che hanno partecipato a questa seconda edizione del bando internazionale. Siamo in attesa del responso della giuria e il compito non sarà semplice visto che le adesioni pervenute quest’anno sfiorano quota 1.200; inoltre i premi sono sostanziosi: 10.000 euro per ognuna delle 5 categorie.
Tutte (textile, industrial design, packaging, comunicazione e area conscious innovation) molto ricche di novità, alcune sperimentali e da verificare e perfezionare ma comunque dense di ispirazioni e futuro. D’altronde questi contest sono contenitori di caramelle di futuro che poi per diventare tale avranno bisogno di ulteriori sforzi.
Ci è piaciuta in particolare e molto l’area design, ancor più dell’anno scorso, perché più mature e concrete sono state le proposte in mostra.
Oggi il design, nel caso della plastica, può davvero e in modo quanto mai potente dimostrare che il riciclo meccanico dei suoi rifiuti genera soluzioni intelligenti oltre che attraenti.

Ci è piaciuto il giunto Taca lì inventato da Ilvespaio le cui potenzialità sono davvero innumerevoli, la seduta Bloom di Peter van de Water, in LDPE, elegantissima, perfetta per l’outdoor (ma probabilmente anche per l’indoor) e di rara qualità persino nei dettagli, il vaso/lampada Pandora di Stefano Giovacchini stampato mirabilmente in 3d dalla startup r3direct che usa granulo di plasmix targato Revet spa e altro granulo in PP preconsumo, la Nomad London chair che nasce da una partnership tra Nomad London e NomadPlastic e si rifà nella sua semplicità costruttiva a ciò che il Bauhaus ci insegna da un secolo, la Re-Boe di Filippo Zonno, studente di Naba.
Insomma la plastica riciclata cresce in qualità e questo ci conforta negli sforzi che compiamo ogni giorno per raccoglierla, invece che disperderla.
In bocca al lupo al vincitore di questa sezione. E buona fortuna per i tempi che verranno al Ro Plastic Prize e per le sorprese che riuscirà a regalarci anche nel 2021.

https://www.guiltlessplastic.com/ro-plastic-prize-2020/

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