EcoDesign – Una caffè da portar via, di Irene Ivoi

In questo periodo ricorre spesso sui media digitali richiami di vario tipo, più gentili e talvolta più nevrotici, all’importanza del vuoto a rendere.

La chiacchierata approvazione del nostro paese della direttiva single use plastica (SUP), diventata legge da metà gennaio 2022, ha poi accresciuto l’odore di polemiche.

I due fronti sono chiari: c’è chi difende le bioplastiche (biodegradabili e compostabili) in qualità di alternativa alla plastica tradizionale (peraltro sempre riciclabile) in forma di prodotti usa e getta e c’è chi si pone al di sopra del materiale e fa il tifo per alternative riutilizzabili che sostituiscano il monouso.

L’Europa ci sta rimproverando di fatto perché in Italia il primo fronte ha vinto nell’approvazione della SUP, per ora. Pur avendoci notificato in dicembre 2021 un parere circostanziato e poi anche la diffida a non pubblicare il decreto sotto osservazione prima del 23 marzo 2022, il recepimento nostrano è andato avanti.

Prima o poi, ma meglio prima, vanno individuate possibili soluzioni all’uso di prodotti riutilizzabili affinché diventino un’alternativa credibile al monouso.

E in questa esplorazione, ancora una volta il coraggio e l’inventiva dei singoli, coniugata al design, ci dà una mano.

Un storia sul caffè in Versilia

La storia di questo mese parte dalla Versilia ed è il suo diretto artefice, Giorgio Gentili, che me la racconta.

Giorgio si laurea in scienze della comunicazione a Pisa ma parallelamente è anche il direttore di un bagno proprio in Versilia, che lo occupa per parecchi mesi all’anno. E così osservando in estate drink e caffè che circolano dal bar agli ombrelloni, fa delle sagge riflessioni su quanta produzione di rifiuti deriva da questi comportamenti che noi oramai consideriamo normali (e che tanto normali non lo sono affatto).

Da lì nasce la volontà di studiare un’alternativa in particolare per il caffè.

Giorgio il caffè lo conosce bene perché ha fatto corsi di caffetteria e ha anche osservato quanto nel mondo sia possibile renderlo itinerante se lungo in contenitori sia monouso che riutilizzabili.

Se invece è corto, cioè se è un espresso all’italiana, lo puoi far viaggiare solo in contenitori (bicchierini o tazzine) monouso.

Ecco allora l’idea targata 2019: il contenitore pluriuso per l’espresso non esiste ancora ed è in questo segmento che serve approdare studiando una soluzione.

Grazie al design di Studio Odale nasce nell’estate 2021 la prima collezione di tazzine Espresso Away riutilizzabili perché lavabili (fatte in Tritan) e richiudibili per conservare il calore del caffè. E il il primo test effettuato nel Bagno Maddalena di Marina di Massa gli ha confermato che con 6 tazzine da far girare tra i clienti il risparmio è stato subito di 1200 bicchierini.

Oggi queste tazzine sono acquistabili anche on line e nel 2021 Espresso Away ha contribuito a far risparmiare 450 mila bicchieri usa e getta in Italia, grazie al suo utilizzo da parte di 7.000 persone.

di Irene Ivoi, Ecodesigner

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