Milano rinnova il suo impegno verso l’economia carceraria. La Giunta comunale ha approvato una delibera che segna un passo decisivo per il futuro dell’immobile di viale dei Mille 1: uno spazio di circa 200 metri quadri destinato a diventare il cuore pulsante delle esperienze imprenditoriali nate all’interno degli istituti penitenziari.
L’immobile sarà assegnato in concessione a titolo oneroso a un ente del Terzo settore attraverso un bando pubblico. L’obiettivo è ambizioso: trasformare questi spazi in un centro polifunzionale dove attività commerciali, formazione professionale, aggregazione e reinserimento sociale si intrecciano per offrire nuove opportunità a persone sottoposte a misure penali.
L’utilizzo dell’immobile per attività innovative di valenza sociale e imprenditoriale – afferma l’assessora allo Sviluppo economico e Politiche del lavoro Alessia Cappello – può costituire una leva non solo per la valorizzazione delle esperienze di economia carceraria, ma anche per l’innesco di iniziative, funzioni e servizi utili al quartiere e alla comunità e, non ultimo, per il presidio del territorio.
Economia carceraria: non solo vendita ma laboratorio di comunità
Attualmente la struttura ospita già il Consorzio Viale dei Mille, un concept store nato dall’unione di cooperative che operano nelle carceri milanesi. Con questa nuova delibera, lo spazio è destinato a evolversi ulteriormente, consolidando il suo ruolo di vetrina per i prodotti artigianali realizzati dai detenuti, ma non solo.
Il progetto punta a superare la logica della semplice rivendita. Il nuovo corso di viale dei Mille 1 prevede:
- laboratori attivi: spazi dove il “saper fare” diventa strumento di riabilitazione;
- eventi e progetti: iniziative culturali per sensibilizzare la cittadinanza sul tema del lavoro carcerario;
- inclusione lavorativa: percorsi strutturati per accompagnare i soggetti in condizione di marginalità verso un impiego professionale concreto.
Agevolazioni per il valore sociale
In virtù dell’alto valore etico del progetto, l’Amministrazione ha previsto un canone agevolato. L’importo annuo di 53.000 euro beneficerà di un abbattimento significativo: una riduzione del 70% per l’affidamento a enti senza scopo di lucro e un ulteriore 15% legato alle finalità sociali rivolte a soggetti vulnerabili. La concessione avrà una durata di 4 anni, con possibilità di rinnovo per altri 2.
Valorizzare il lavoro in carcere significa credere in un modello di giustizia riparativa dove l’impresa diventa il ponte necessario tra il periodo di detenzione e il ritorno alla vita civile.





