La Taverna del CSOA del Forte Prenestino si presenta come la più classica delle osterie, con qualche segno evidente che la colloca però in uno scenario post-moderno (come i murales, i graffiti, le sculture più che contemporanee). Secondo una rotazione più o meno stabile, durante la settimana si possono provare più tipi di cucina e il risultato è garantito in ogni circostanza.
L’ambiente è informale, riscaldato da luci soffuse e arredato con lunghe tavolate di legno che invitano alla convivialità. Qui non esistono barriere sociali: studenti, artisti, abitanti del quartiere Centocelle e viaggiatori si ritrovano fianco a fianco, condividendo non solo il pasto, ma anche l’esperienza di uno spazio sottratto all’abbandono.
Taverna del CSOA Forte Prenestino
Il CSOA Forte Prenestino non è solo uno dei centri sociali occupati più grandi e longevi d’Europa; è un ecosistema di controcultura che vive nelle viscere di un ex forte militare del XIX secolo. La Taverna propone i primi della tradizione romana rivisitati, le zuppe di legumi dimenticati, fino a secondi piatti creativi che spaziano tra sapori mediterranei e influenze internazionali. Il tutto è spesso accompagnato dal vino sfuso della zona o da birre artigianali, servite con cordialità e colore.
Mercato Terra/TERRA
I mercati domenicali del CSOA Forte Prenestino (ogni terza domenica del mese) sono molto più di un semplice luogo dove fare la spesa: sono il cuore pulsante del progetto terra/TERRA, un esperimento di economia alternativa e autogestita che va avanti da anni. Il funzionamento si basa su una filosofia precisa che rompe gli schemi della grande distribuzione.
I produttori non sempre hanno la certificazione bio “ufficiale” (che spesso ha costi burocratici alti), ma sottoscrivono un patto di fiducia con il Forte e i consumatori, garantendo pratiche agricole naturali e senza sfruttamento del lavoro.

