Ecorubrica: R. Maldacea “La mobilità sostenibile: dalla teoria ai fatti”

Settimo lunedì dedicato agli approfondimenti firmati dai “protagonisti della sostenibilità”. E’ la volta di Roberto Maldacea Presidente Euromobility

L’inquinamento delle nostre città, il traffico che le imprigiona, i costi per l’energia che aumentano costantemente, il bisogno di liberare i centri storici dalle auto inquinanti restituendoli alla popolazione e al turismo, in una parola la tutela dell’ambiente e della salute, sono questi i fattori che determinano la MOBILITA’ SOSTENIBILE. Così come gli obiettivi che si pone sono molteplici e differenti tra loro, anche le soluzioni proposte dalla mobilità amica dell’ecologia sono tante e, soprattutto, integrate tra loro. Osserviamole da vicino. Per la prima volta in Europa, dal dopoguerra, per ogni nuova auto immatricolata si vendono due biciclette. Una vera rinascita del mezzo di trasporto meccanico più antico. Un fenomeno storico che esplode ovunque, anche in quelle città che sembrano meno adatte per traffico, assenza di piste di ciclabili e scarsa “cultura dei pedali”, come Roma. La bicicletta, invece, nella mobilità a corto raggio non solo si espande, ma tende sempre più ad integrarsi con i mezzi pubblici, creando quel modello virtuoso tanto caro agli ambientalisti. Le città fanno a gara a lanciare iniziative virtuose e servizi di bike sharing, che aiutano la diffusione del fenomeno. C’è sicuramente ancora tanto da fare, soprattutto in Italia, per integrare questo “vettore” che, fino ad oggi, molte delle nostre città non hanno considerato nei propri piani di circolazione.
La mobilità urbana sostenibile è caratterizzata, soprattutto, dalla progressiva diminuzione delle auto e dei veicoli commerciali circolanti. Anche in questo caso, assistiamo a iniziative che si diffondono a macchia di leopardo sul nostro territorio, con alterni successi.
Il Car Sharing ne è un esempio. Milano e Roma sembrano portare lo scettro in tal senso. Migliaia di persone in possesso di una tessera e con uno smartphone in mano prenotano tutti i giorni l’auto più vicina e la usano con facilità e trasparenza, soprattutto per brevi tragitti urbani, disponendo anche dell’accesso nelle ZTL e del parcheggio libero nelle aree delimitate. Peccato che non sia ancora elettrico come a Parigi, dove Autolib rappresenta il più grande esempio al mondo di car sharing urbano tendente a impatto zero: ad onor del vero, ancora lontano dal punto di pareggio rispetto ai grandi investimenti fatti.
Il Car Pooling, ovvero l’auto condivisa con altre persone che percorrono lo stesso tratto di strada, dividendosi le spese, stenta a decollare in Italia. Funziona abbastanza nei lunghi percorsi e spostamenti di tipo pendolare, mentre nelle grandi città, colpa forse la diffidenza e la poca sicurezza, non è ancora una soluzione efficace per ridurre il traffico. Ci sarebbero ancora molti altri esempi per completare lo scenario, dalle “zone 30” a velocità limitata imposta, ai parcheggi intermodali, fino alle zone “100% car free” riservate ai pedoni e alla mobilità c.d. dolce.
Tutto, comunque, ruota intorno a due fattori. Da un lato, la consapevolezza che senza interventi e azioni importanti la qualità della vita, soprattutto nelle nostre città, può solo continuare a degenerare. Non possiamo rimanere impassibili e non approfittare perfino della crisi economica, che ci spinge verso modelli di vita e mobilità sempre più economici e sostenibili. Dall’altro lato, ci sono i sistemi di information technology e la digitalizzazione delle comunicazioni, che garantiscono una rapida diffusione delle stesse e dei servizi più moderni di mobilità. Le APP, infatti, che possiamo scaricare sui nostri smartphone ci aiutano a scegliere, a pianificare gli spostamenti e a conoscere l’offerta migliore e più efficiente.
Il punto di debolezza per accelerare le buone pratiche è, oggi, la comunicazione di tutto ciò. Se non riusciamo a far “circolare” efficacemente così tante opportunità, se l’esperienza non si diffonde rapidamente, si corre il rischio di rallentarne il corso, un processo virtuoso oramai sotto gli occhi di ognuno di noi.