La scuola italiana resta in ritardo. Nel 2025 edilizia e servizi scolastici migliorano lentamente, ma persistono forti differenze tra Nord, Centro e Sud, anche negli investimenti. Il PNRR che dal 2021 ha destinato 11,65 miliardi di euro a oltre 9.500 interventi ha prodotto risultati soprattutto sulla manutenzione e sulla riqualificazione, mentre procedono più lentamente i progetti per nuove scuole e asili nido.
A fotografare la situazione è il 26° rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente che analizza 7.188 edifici scolastici comunali frequentati da oltre 1,27 milioni di studenti e, per la prima volta, fa il punto anche sull’avanzamento dei progetti PNRR.
Il quadro che emerge quest’anno dal nostro report Ecosistema Scuola – commenta Claudia Cappelletti, responsabile nazionale scuola di Legambiente – è quello di un sistema che negli ultimi anni ha mostrato segnali di avanzamento, ma che continua a essere caratterizzato da livelli di qualità e sicurezza molto differenziati tra aree del Paese. Inoltre, la geografia dei servizi scolastici continua a coincidere in larga misura con la geografia delle disuguaglianze. Proprio per questo assume particolare rilevanza la fase che si aprirà con la conclusione del PNRR. Una volta esaurita la spinta fornita dalle risorse straordinarie del Piano, sarà fondamentale garantire la continuità degli investimenti attraverso strumenti ordinari e nuove politiche di sostegno, per evitare un rallentamento degli interventi e consolidare i progressi raggiunti. La sfida dei prossimi anni sarà quella completare gli interventi già programmati e ridurre i divari territoriali che continuano a caratterizzare il patrimonio dell’edilizia scolastica italiana.
Ecosistema Scuola di Legambiente: luci e ombre
Nel 2025, secondo i dati del rapporto, migliorano le certificazioni di sicurezza: gli edifici con certificato di agibilità passano dal 47,2% al 53,5%. Crescono anche gli interventi di efficientamento energetico, che interessano il 19,4% delle scuole. Tuttavia, il 31,7% degli edifici necessita ancora di lavori urgenti, una quota che sale al 45,2% nel Sud e al 54,2% nelle Isole. Inoltre, il 57,2% delle scuole non è ancora stato sottoposto a verifica di vulnerabilità sismica.
Restano critici anche i servizi per la mobilità sostenibile: le zone 30, che dovrebbero interessare gran parte degli edifici, sono presenti solo in poco più del 35% degli edifici monitorati, mentre le strade scolastiche interessano solo il 7,8% degli edifici. E pedibus e bicibus? Sono attivi in meno del 7% degli Istituti. Lo scuolabus interessa meno di una scuola su quattro.
I divari emergono soprattutto negli investimenti. Per la manutenzione straordinaria vengono stanziati in media 48.054 euro per edificio, ma si superano i 64 mila euro al Nord e i 68 mila al Centro, contro i 5.557 euro del Sud e i 10.247 delle Isole.
Sul fronte PNRR, procedono meglio gli interventi di messa in sicurezza e riqualificazione, con il 42,9% dei progetti conclusi, e quelli per le infrastrutture sportive, con il 36,3%. Più arretrate le nuove scuole: su 206 progetti finanziati con 1,15 miliardi di euro, solo quattro sono conclusi, mentre il 58,7% è ancora in esecuzione. Per gli asili nido, quasi un progetto su due (45,5%) è ancora in fase realizzativa.
La distribuzione dei fondi PNRR rispetta in larga parte l’obiettivo di destinare almeno il 40% delle risorse al Mezzogiorno: al Sud va il 44,5% dei fondi per i nidi, il 45,9% per le mense e il 37,2% per lo sport. Tuttavia, gli interventi al Nord hanno mediamente un valore economico maggiore. Secondo Legambiente, dunque, il riequilibrio territoriale è più evidente nel numero dei progetti che nella dimensione degli investimenti.
Proposte e appello al Governo
Cinque le proposte che Legambiente rilancia con Ecosistema Scuola e che indirizza al Governo per una governance dell’edilizia scolastica. In particolare, per l’associazione ambientalista occorre:
- 1) Rendere l’Anagrafe dell’edilizia scolastica uno strumento pubblico di trasparenza e programmazione integrando su un’unica piattaforma pubblica e aggiornata le informazioni sullo stato degli edifici, le certificazioni, gli interventi realizzati, le risorse ricevute e i cantieri in corso.
- 2) Rafforzare l’Osservatorio per l’edilizia scolastica come cabina di regia permanente tornando a essere luogo stabile di confronto e co-programmazione tra istituzioni, enti locali e organizzazioni civiche.
- 3) Garantire scuole sicure e resilienti ai cambiamenti climatici, accelerando la messa in sicurezza degli edifici, la riqualificazione energetica e l’adattamento climatico.
- 4) Rafforzare la governance territoriale dei servizi scolastici attraverso i Patti educativi di comunità, promuovendo la collaborazione tra scuole, enti locali, Terzo Settore e comunità territoriali.
- 5) Promuovere scuole aperte, innovative e vissute oltre l’orario delle lezioni, valorizzando gli edifici scolastici come presìdi educativi, sociali e culturali al servizio delle comunità.






