Ecosistema Urbano 2021: i risultati delle città dell'Emilia-Romagna

Ecosistema Urbano 2021: i risultati delle città dell’Emilia-Romagna

Lo scorso anno a causa dell’emergenza sanitaria le città italiane non hanno migliorato le loro performance ambientali: se è vero, infatti, che il Covid-19 ha colpito prima di tutto queste realtà, cambiando contorni, regole e indirizzi, le emergenze urbane evidenziate negli anni passati restano le stesse e riflettono un grande immobilismo nelle politiche che riguardano la sostenibilità.

È quello che arriva dal rapporto Ecosistema Urbano 2021, realizzato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 ORE: l’indagine raccoglie 105 capoluoghi e tiene conto di 18 indicatori che riguardano sei fattori (aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia) per dare vita ad una classifica delle performance ambientali delle diverse città: a fronte di un punteggio massimo teorico di 100, la media percentuale totalizzata da queste realtà lo scorso anno resta ferma al 53,05%, identica a quella della passata edizione.

Nella classifica generale troviamo al secondo posto Reggio Emilia (77,89%), che continua la sua scalata: era al 24esimo posto tre anni fa, 12esimo due edizioni fa e quinta l’anno scorso. Nella top 10 c’è anche Parma (68,53%), che si conferma al settimo posto come nel 2020, e Ferrara (66,77%) al decimo posto, che invece era al 22esimo posto lo scorso anno. Non va così bene invece a Bologna che perde sei posti rispetto al 2020 e si classifica 22esima.

Il report completo

“Ecosistema Urbano fotografa un Paese in buona misura fermo, che torna addirittura indietro su alcuni indicatori ambientali: già nello scenario pre-pandemico, il rapporto descriveva capoluoghi che faticavano a decollare nelle politiche di sostenibilità, contribuendo a conflitti con l’Europa e a procedure d’infrazione, come per la depurazione delle acque o la qualità dell’aria. Il periodo pandemico, al netto di alcuni miglioramenti, ha complicato le cose – ha detto il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani – Ora, però, nell’ambito del PNRR si apre una possibilità per invertire la rotta: sono i bandi pubblicati dai ministeri per l’assegnazione di risorse da destinare alla differenziata e alla costruzione di impianti di riciclo, alla nuova mobilità, alla forestazione urbana, al ciclo integrato delle acque. Essenziale sarà la capacità degli uffici tecnici delle città di sottoporre progetti adeguati che rispettino i criteri ambientali stringenti imposti dall’UE, ma anche un loro affiancamento da parte di strutture tecniche pubbliche centrali, per sopperire alla carenza cronica di personale e competenze delle amministrazioni locali”.

Il report completo di Ecosistema Urbano 2021 è scaricabile su www.legambiente.it ed è consultabile anche su https://lab24.ilsole24ore.com/ecosistema-urbano.