Nella seconda decade di luglio la superficie bruciata dagli incendi in Europa ha registrato un’impennata di circa 225 km² al giorno, una superficie pari a circa due volte il Comune di Parigi. Il fenomeno, che sta anticipando i picchi di fine estate, vede Spagna, Francia e Italia tra i Paesi più colpiti.
Per contrastare gli incendi boschivi, che rappresentano una delle principali minacce per il nostro patrimonio naturale, è fondamentale continuare a investire nella conoscenza e nel monitoraggio. Gli strumenti a nostra disposizione – come i satelliti Sentinel Copernicus – e le elaborazioni dell’ISPRA ci consentono di individuare con sempre maggiore precisione l’entità degli impatti, anche per orientare le politiche di tutela e ripristino del territorio. La prevenzione resta l’arma più efficace: significa adottare comportamenti responsabili, sensibilizzare cittadini e comunità locali e promuovere una sempre più stretta collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti – ha dichiarato Maria Alessandra Gallone, Presidente ISPRA e SNPA – Un sincero ringraziamento va a tutte le donne e gli uomini che, ogni giorno, sono impegnati nel contrasto e nella gestione degli incendi boschivi, persone che, con professionalità e dedizione, lavorano per salvaguardare il nostro patrimonio ambientale e la sicurezza delle comunità. La tutela delle foreste è una responsabilità condivisa che richiede l’impegno di istituzioni, comunità e cittadini.
Gli incendi più devastanti in Spagna e Francia
In Spagna la situazione più critica si registra nella provincia di Ávila (oltre 440 km² percorsi dal fuoco) e a Guadalajara (330 km²). In Francia l’evento principale è in corso nella Gironda, dove il fuoco ha distrutto più di 400 km² minacciando l’area di Bordeaux.
Il quadro in Italia: oltre 700 km² in fiamme
Dal 1° gennaio al 28 luglio 2026 i satelliti Copernicus Sentinel-2 hanno rilevato in Italia oltre 1.070 grandi incendi, per una superficie totale bruciata di 741 km² (pari all’intera provincia di Lodi).
Le tipologie di terreno più colpite comprendono:
- Aree prative permanenti: 451 km² (61% del totale);
- Aree agricole: 119 km² (16%);
- Ecosistemi forestali: circa 100 km² (14%), suddivisi tra boschi a latifoglie e conifere.
Sud e Isole le aree più colpite
Il Mezzogiorno e le Isole maggiori concentrano il 73% della superficie nazionale percorsa dal fuoco. Le regioni più devastate sono:
- Sicilia: 510 km² (con la provincia di Agrigento particolarmente colpita da focolai estesi per 67 km²);
- Calabria: 78 km²;
- Puglia: 48 km².
Feriti dagli incendi anche i parchi nazionali
Nel mese di luglio le fiamme hanno intaccato anche aree protette di alto valore naturalistico:
- Parco Nazionale del Gran Paradiso: a inizio luglio un rogo in Alta Valle Soana ha bruciato circa 2,38 km², colpendo in prevalenza i pascoli a rododendro;
- Parco Nazionale del Pollino: a metà mese un vasto incendio sul versante calabrese ha interessato 14 km², tra aree prative, macchia mediterranea e boschi misti.
Le rilevazioni provengono dal sistema di monitoraggio dell’ISPRA, basato su dati satellitari a elevata risoluzione e sul database europeo EFFIS.






