sostenibilità

Enel strategia 2023-2025, aggiungere valore all’attuale scenario

Il Gruppo Enel ha presentato il proprio Piano Strategico 2023-2025 ai mercati finanziari e ai media. Un piano triennale necessario dopo la pandemia e in un periodo ancora funestato dal conflitto Ucraino-Russo e dagli eventi climatici estremi. La transizione energetica è sempre più un diktat sia per rendere il paese energeticamente indipendente sia per arginare gli effetti del clima sulle vite di tutti. Siccità e alluvioni non sono più accadimenti rari ed isolati e anche il Gruppo Enel prende provvedimenti per far fronte alle sfide globali.

Enel, modelli di business integrati

Il Gruppo prevede investimenti per circa 37 miliardi di cui circa il 60% a sostegno della strategia commerciale integrata del gruppo e circa il 40% a favore delle reti.

Francesco Starace, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Enel ha commentato:

Nei prossimi tre anni ci concentreremo su modelli di business integrati, know-how digitale nonché business e aree geografiche che possano aggiungere valore nonostante le complessità dell’attuale scenario, attraverso una struttura più snella e indicatori finanziari più solidi. Ciò aumenterà la nostra resilienza di fronte a potenziali future persistenti turbolenze, oltre a posizionare la nostra creazione di valore in un percorso di ulteriore crescita, a vantaggio di tutti gli stakeholder e accelerando l’indipendenza energetica nei Paesi “core”. La sostenibilità, pienamente integrata nelle nostre decisioni, continua a collocarsi alla base della nostra strategia, facendo anche leva sull’accelerazione dell’elettrificazione in tutte le economie. Questi risultati potranno essere raggiunti grazie alla grande competenza e motivazione dei colleghi del Gruppo Enel e all’assetto organizzativo basato sulle piattaforme digitali che abbiamo adottato.

Quali i punti principali del piano

Nel periodo di Piano 2023-2025, il Gruppo prevede di:

  • Focalizzarsi su una filiera industriale integrata verso un’elettrificazione sostenibile, sempre più necessaria nei sistemi energetici globali, soddisfacendo circa il 90% delle vendite a prezzo fisso con elettricità carbon-free nel 2025, portando la generazione da fonti rinnovabili a circa il 75% del totale, nonché digitalizzando circa l’80% dei clienti di rete;
  • Conseguire un riposizionamento strategico dei business e delle aree geografiche con un piano di dismissioni di circa 21 miliardi di euro in termini di contributo positivo alla riduzione dell’indebitamento netto di Gruppo. Si prevede che la maggior parte di questo piano sia completata entro la fine del 2023, conseguendo una struttura societaria più agile, focalizzata nei sei Paesi “core”;
  • Assicurare la crescita e la solidità finanziaria coniugando un tasso di crescita annuale composto (“CAGR”) dell’Utile netto ordinario del 10-13% con un rapporto FFO/Net Debt del 28% previsto a partire dal 2023, oltre a mantenere un dividendo per azione (“DPS”) pari a 0,43 euro nel periodo 2023-2025, in aumento rispetto a 0,40 euro nel 2022; il DPS nel 2024 e 2025 è da considerarsi come un minimo sostenibile.

Tra il 2023 e il 2025 il Enel prevede di investire complessivamente circa 37 miliardi di euro, di cui il 60% a sostegno della strategia commerciale integrata del Gruppo (generazione, clienti e servizi), e il 40% a favore delle reti, per sostenere il loro ruolo di abilitatori della transizione energetica.

Le azioni strategiche di Enel

Il Piano si focalizzerà su quattro azioni strategiche:

  • bilanciamento della domanda dei clienti e dell’offerta per ottimizzare il profilo di rischio/rendimento;
  • decarbonizzazione per assicurare competitività, sostenibilità e sicurezza;
  • rafforzamento, sviluppo e digitalizzazione delle reti per abilitare la transizione;
  • razionalizzazione del portafoglio di business e delle aree geografiche.

Nel 2025 si prevede che:

  • l’EBITDA ordinario di Gruppo raggiunga i 22,2-22,8 miliardi di euro, rispetto ai 19,0- 19,6 miliardi di euro stimati nel 2022;
  • l’Utile netto ordinario di Gruppo raggiunga i 7,0-7,2 miliardi di euro, rispetto ai 5,0-5,3 miliardi di euro stimati nel 2022.