EuroPolis: “La cultura che rende le città più verdi”, di Simone D’Antonio

Rendere il contrasto al cambiamento climatico un tema centrale dell’azione di governi e comunità locali è una sfida cruciale per numerose realtà urbane europee, per far sì che tutti facciano parte dello sforzo collettivo contro l’emergenza ambientale. Una delle strategie di maggior successo condotte negli ultimi anni è quella che ha visto protagonista la città di Manchester, che ha coinvolto il mondo delle arti e della cultura nell’azione di sensibilizzazione della popolazione attraverso la creazione del Manchester Arts Sustainability Team (MAST). Questo gruppo, composto da attori delle imprese culturali e creative, associazioni e gruppi di cittadini, ha promosso l’inserimento di contenuti relativi il contrasto al cambiamento climatico nella programmazione culturale della città, favorendo così il dibattito sui temi ambientali in diverse fasce di popolazione. Allo stesso tempo il gruppo si è posto un obiettivo decennale di riduzione del 40% delle emissioni, promuovendo attività di formazione per gli organizzatori di eventi e attività culturali tese alla riduzione dell’impatto ambientale attraverso sistemi di appalti innovativi e il supporto all’organizzazione di eventi green.

Questo schema, che ha coinvolto una serie di istituzioni culturali tra gallerie d’arte, teatri, musei, festival
e sistema radio-televisivo, è stato replicato da un gruppo di città europee coinvolte nel network C-Change promosso nell’ambito del programma URBACT. La rete, che ha favorito il trasferimento e l’adattamento dell’esperienza positiva della città britannica, è riuscita a produrre un impatto concreto nei settori artistici e culturali delle città coinvolte, tra cui Mantova che già con una serie di progetti europei precedenti aveva esplorato la connessione tra sostenibilità e tutela del patrimonio artistico e culturale. Nella città lombarda, i gruppi di volontari dei principali festival cittadini (tra cui il celebre Festivaletteratura), associazioni ambientaliste e istituzioni culturali sono state coinvolte in un processo partecipativo che ha fatto emergere i bisogni in materia di formazione agli appalti verdi e accompagnato istituzioni locali e attori del territorio verso la realizzazione di eventi green con una serie di caratteristiche, dai catering a impatto zero fino alle navette per il pubblico che abita nei Comuni limitrofi, in linea con gli standard promossi dall’esperienza di Manchester. Questa esperienza di successo è stata selezionata dal Segretariato URBACT tra le migliori azioni di trasfer di innovazione tra città in Europa e l’ANCI, in qualità di Punto Nazionale URBACT, ha appena lanciato un bando per la creazione della National Practice Transfer Initiative, una rete nazionale di trasferimento che vedrà Mantova guidare fino a sette Comuni nuovi del programma, volenterosi di replicare questa esperienza che coniuga rilancio del settore artistico e culturale e promozione della sostenibilità.

Al link http://www.anci.it/al-via-il-bando-anci-per-la-creazione-di-una-rete-nazionale-di-trasferimento/ è possibile scaricare il bando dell’iniziativa mentre è possibile scrivere all’indirizzo npti@anci.it per richiedere il link di accesso all’infoday di presentazione del bando del 16 aprile. Il progetto costituisce un’occasione concreta di scambio e di apprendimento per amministrazioni che intendono impegnarsi sulla strada della sostenibilità stabilendo una connessione con un settore, quello artistico-culturale, che normalmente non viene abbinato al contrasto al cambiamento climatico ma che può diventare un alleato potente nel promuovere comportamenti più sostenibili e un’attitudine partecipativa dell’intera comunità e nell’ambito della pubblica amministrazione

di Simone D’Antonio, giornalista urbano, responsabile Anci/Urbact