CIAL Extreme Environments

CIAL e NABA a Palazzo Litta: l’alluminio protagonista della Milano Design Week

CIAL – Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio torna alla Milano Design Week per una collaborazione d’eccellenza con NABA – Nuova Accademia di Belle Arti. Un legame che non sorprende: l’alluminio così duttile, riflettente, riciclabile infinite volte è un materiale di elezione per artisti e progettisti, capace di trasformarsi in opera, installazione, visione senza mai perdere le proprie qualità.

Dal 21 al 26 aprile 2026, presso uno degli spazi più iconici di Milano, Palazzo Litta in Corso Magenta 24, sarà visitabile l’installazione “Extreme Environments”, nell’ambito di MoscaPartners Variations 2026, la mostra collettiva che in questa edizione ha come tema conduttore Metamorphosis.

La Milano Design Week è il palcoscenico ideale per raccontare l’alluminio per quello che è: un materiale vivo, che non esaurisce mai la propria storia. Ogni imballaggio in alluminio riciclato è materia prima pronta a diventare qualcosa di nuovo e con Extreme Environments questa trasformazione diventa arte, esperienza sensoriale e riflessione collettiva – dichiara Stefano Stellini, Direttore Generale di CIAL – Per CIAL, l’arte è da sempre un canale privilegiato per trasmettere i valori della responsabilità circolare in modo diretto e duraturo, attraverso l’esperienza estetica. Collaborare con NABA significa affidarsi a una generazione di progettisti che guarda al futuro con occhi critici e capaci di meraviglia, con cui costruire una visione della sostenibilità più profonda e duratura.

 

Partecipare alla Milano Design Week 2026, nel contesto di MoscaPartners Variations a Palazzo Litta, rappresenta per NABA l’occasione per ribadire il valore del progetto come strumento di visione e responsabilità. Extreme Environments, realizzato anche grazie alla collaborazione con CIAL – Consorzio Nazionale per il Riciclo degli Imballaggi in Alluminio, esplora scenari complessi in cui l’alluminio diventa leva progettuale per immaginare nuove possibilità sostenibili – commenta Claudio Larcher, NABA Design Area Leader – Il nostro approccio learning by doing forma progettisti capaci di trasformare i limiti in risorse, contribuendo attivamente al dibattito sul futuro del design con consapevolezza e innovazione.

“Extreme Environments”: l’alluminio si fa installazione

Nato dalla ricerca dei docenti e degli studenti dell’Area Design e del Biennio in Creative Media Production di NABA, il progetto “Extreme Environments” esplora la capacità del design di reagire a contesti limite, come climi proibitivi o fragilità sociali. L’installazione trasforma l’idea di “ambiente” in un concetto multidimensionale: climatico, abitabile e culturale.

Il cuore del percorso espositivo è composto da totem scultorei in alluminio e contenuti video su schermi LED. Queste opere dialogano con l’architettura storica di Palazzo Litta, giocando su contrasti tra naturale e artificiale, solidità e leggerezza. Le superfici in alluminio smettono di essere semplici materiali industriali per diventare dispositivi artistici che, tra riflessioni e distorsioni, reinterpretano la percezione dello spazio.

L’alluminio e la creatività: un legame naturale

L’alluminio è per sua natura un materiale che si presta all’arte, capace di assumere qualsiasi forma senza perdere le proprie qualità intrinseche. In questo contesto si inserisce un percorso più ampio di dialogo tra CIAL e il mondo dell’arte, sviluppato negli anni attraverso diverse collaborazioni e progetti, tra le quali:

  • Lakapoliesis, la mostra curata dall’artista Matteo Cibic in occasione della Art Week e Design Week 2025;
  • il sostegno all’Arte Laguna Prize con il Premio Sostenibilità e Arte, dedicato a progetti che valorizzano la sostenibilità ambientale;
  • la ventennale collaborazione con il Dipartimento Educazione del Museo di Rivoli (TO) con cui CIAL organizza i Laboratori d’arte, iniziative strettamente connesse al riutilizzo e al riciclo dei materiali.

L’alluminio è il materiale per eccellenza dell’economia circolare. Riciclabile infinite volte senza perdere qualità, la sua produzione da riciclo richiede il 95% di energia in meno rispetto a quella da materia prima.