Fast food al posto delle botteghe storiche di Napoli? Ecco la situazione attuale

Lo scorso aprile a San Gregorio Armeno nel centro storico di Napoli c’è stata una protesta dei bottegai, che hanno manifestato pacificamente con le saracinesche abbassate e lo slogan Cedesi San Gregorio Armeno. Purtroppo dopo le chiusure forzate per la pandemia molte botteghe rischiano la chiusura e al loro posto potrebbero sorgere dei fast food e altri negozi.

“Verranno aperti fast food, negozi di bigiotteria, negozi di abbigliamento. Si perderà una tradizione nata secoli fa, di fama mondiale: questa è una strada che ha un nome ed un prestigio, dovunque tu vada la conoscono -anche nel Polo Artico!- e noi la stiamo buttando via. Non ha senso non fare nulla adesso per poi rimpiangere un’eccellenza domani, come è successo per le ceramiche di Capodimonte”, ha dichiarato Gabriele Casillo, presidente dell’associazione Le Botteghe di San Gregorio Armeno a VesuvioLive.

La situazione attuale

A distanza di qualche mese è arrivato un piano per salvare il centro storico, visto che si tratta di una grave perdita per la città. Senza tutele non esiste alcun divieto che impedisca ai proprietari degli immobili di dare in affitto i locali alle multinazionali straniere. Si tratta di un processo complesso e non immediato che però potrebbe essere messo in atto nei prossimi mesi.

“Il Comune di Napoli – dice a Fanpage l’assessore al Commercio Rosaria Galiero – ha approvato la delibera di indirizzo che ha istituito il tavolo di studio per arrivare alla definizione delle tutele delle aree del centro storico Unesco. Si tratta di una task force che si propone di mettere allo stesso tavolo tutti gli enti preposti: il Comune, la Città Metropolitana, la Soprintendenza, la Camera di Commercio e la Regione Campania, per individuare le formule di tutela in grado di salvare le attività storiche”.