Eco-Media Finanza sostenibile

La finanza sostenibile, le voci del corso Eco-Media Academy

Il XII corso di formazione giornalistica Eco Media Academy 2024 Green New Deal –  La finanza sostenibile: cambio di paradigma per un’economia a impatto positivo dello scorso 22 novembre ha visto l’iscrizione di circa 70 giornalisti collegati da tutta Italia e il coinvolgimento di varie voci autorevoli che hanno permesso di dare una fotografia ampia ed efficace e spingere verso una corretta narrazione nei media.

La finanza sostenibile supporta la transizione verso un’economia a basse emissioni e contribuisce a rendere la società più equa e inclusiva.
Si pone l’obiettivo di creare valore nel lungo periodo, indirizzando gli investimenti verso attività che non solo generino un plusvalore economico, ma siano al contempo utili alla società e non siano a carico del sistema ambientale. È necessario attuare azioni concrete, precise e misurabili, in grado di mostrare progressi e risultati.

L’obiettivo dei corsi, avviati nel 2021 – spiega Massimiliano Pontillo, Direttore responsabile Eco in Città (Pentapolis Group) e Responsabile relazioni esterne Assobenefit – è quello di dare ai colleghi giornalisti una visione d’insieme sul Green Deal (UE) e sull’Agenda 2030 (ONU), approfondendo di volta in volta un settore specifico, indirizzandoli ad avere un approccio sistemico e a utilizzare un linguaggio chiaro e corretto, verso una nuova narrazione meno spettacolarizzata, e che sappia valorizzare esempi virtuosi. Questa attività di formazione affianca il percorso di ricerca iniziato nel 2014, che sviluppa e pubblica annualmente il Rapporto Eco Media, unico studio italiano che fotografa lo status quo dell’informazione ambientale.

Il Green Deal Europeo

Carlo Corazza, Direttore Ufficio Parlamento Europeo in Italia ha così commentato:

I recenti fenomeni metereologici estremi dimostrano come il Green Deal sia il cammino da seguire per cercare di mitigare i cambiamenti climatici. In un contesto internazionale in cui potrebbero prevalere passi indietro di importanti attori su questo fronte, l’UE si è fissata l’ambizioso obiettivo della neutralità climatica entro il 2050. Per realizzare questa rivoluzione verde è però necessario fornire a Stati, regioni, cittadini e imprese gli adeguati strumenti di finanziamento. Per questo il Parlamento europeo ha approvato, tra le varie iniziative, la riforma dell’Emission Trading System (ETS), il REPowerEU per l’energia e un piano di investimenti da 1.000 miliardi, oltre a importanti allocazioni per la transizione ecologica nel quadro del Next Generation EU.

Case History: le imprese

Roberto Cassina, ESG & Sustainability Manager CiviBank ha spiegato come e perchè siano diventati una Società Benefit e B Corp:

Quando parliamo di finanza sostenibile come cambio di paradigma per un’economia a impatto positivo, possiamo considerare due approcci complementari per perseguire aziendalmente gli obiettivi di sostenibilità, un approccio legato al rispetto dei requirement regolamentari basato quindi su una prospettiva di risk management, rispetto ad un approccio trasformativo, molto più ambizioso, che include la sostenibilità tra i principi guida di ogni attività, modellando in pratica il modo di fare e di intendere il business in una prospettiva di creazione di valore condiviso. Questo secondo approccio è il percorso scelto da CiviBank unica banca italiana che ha scelto di trasformarsi in Società Benefit e diventare una B Corp certificata.

Le banche possono diventare motore della transizione ha detto Giovanna Zacchi, Head of ESG Strategy BPER Banca:

I temi ESG e la gestione degli annessi rischi rappresentano ormai un tema imprescindibile per il mercato finanziario. L’Europa funge da capofila attraverso un framework regolamentare molto impattante, volto a contenere il surriscaldamento globale e gli annessi cambiamenti climatici per diventare la prima area ad emissioni nette zero al 2050 ma al tempo stesso BCE chiede alle banche di gestire i nuovi rischi esg, rischi con un significativo impatto economico. In questo contesto le banche sono state identificate dal regolatore come il motore della transizione, divenendo partner preferenziale per il finanziamento dei processi di decarbonizzazione dell’economia reale. Questo senza dimenticare l’aspetto sociale e il tema, sottovalutato, di una corretta governance, indispensabile per guidare le imprese verso il nuovo futuro.

Il Terzo Settore: la finanza sostenibile

Francesco Bicciato, Direttore Forum per la Finanza Sostenibile ha ribadito l’importanza degli investimenti green per la transizione:

La finanza sostenibile include i fattori ESG in strategie, prodotti e processi, svolgendo un ruolo fondamentale nell’orientare risorse verso la decarbonizzazione e la transizione ecologica. Gli investimenti sostenibili contribuiscono infatti attivamente a realizzare il Green Deal, puntando su settori quali la mobilità sostenibile, l’agricoltura biologica e l’efficientamento energetico. A livello globale, i fondi sostenibili hanno un patrimonio di oltre 3.000 miliardi di dollari, con l’Europa che da sola rappresenta oltre l’80% della raccolta.

La finanza deve anche essere “sociale ha spiegato Paola Caporossi, Fondatrice e Presidente A.H. Fondazione Etica:

C’è ancora troppa timidezza da parte della finanza sostenibile, che ancora oggi si concentra prevalentemente sulla “E” della sostenibilità ESG (componente ambientale), e troppo poco sulla “S” di sociale. Da parte dei soggetti bancari si registra ancora il perdurare di una sorta di diffidenza non dichiarata verso i progetti sociali, preferendo continuare a utilizzare strumenti finanziari tradizionali. Eppure, da quasi dieci anni la riforma del Terzo Settore ha aperto la strada all’innovatività dei cosiddetti Titoli di Solidarietà, che hanno ispirato un semplice deposito bancario, denominato “sociale”, la cui raccolta ha consentito di realizzare un progetto a impatto sociale in Toscana e uno in Campania. È ora di osare di più.

Francesco Timpano, Coordinatore GdL Finanza Sostenibile ASviS ha sottolineato come mercati finanziari e imprese dovranno essere sempre più green:

Da almeno dieci anni, a livello globale la preoccupazione dei policy makers e di molti stakeholders verso gli effetti nefasti del cambiamento climatico è cresciuta e si è trasferita anche sulle decisioni delle imprese e delle istituzioni finanziarie. Ciò sta avvenendo sia come processo volontario, in particolare delle grandi imprese e delle grandi istituzioni finanziarie, ma anche come spinta di politiche più o meno aggressive promosse dai governi. In realtà, il concetto di sostenibilità adottato non è più solo legato alla dimensione ambientale, ma è esteso agli aspetti sociali e di governo delle imprese ampliando l’ambizione complessiva delle politiche pubbliche e delle strategie private. Un ruolo significativo lo hanno giocato i regolatori dei mercati finanziari e le banche centrali che hanno adottato specifiche iniziative finalizzate all’obiettivo delle emissioni nette zero ed alla decarbonizzazione attiva dell’economia. L’incertezza circa il futuro delle politiche di sostenibilità a causa dei recenti risultati di alcune elezioni politiche è certamente mitigata dalle decisioni delle autorità finanziarie che difficilmente potranno ridimensionare gli obiettivi sin qui perseguiti. Se il quadro normativo potrà conoscere qualche rallentamento e qualche modifica, gli attori dei mercati finanziari e le imprese dovranno quindi continuare ad attrezzarsi per accelerare il proprio impegno per un sistema produttivo sostenibile.

Stakeholder Engagement

Stefano Martello, Coordinatore Eco Media Academy dell’importanza delle sinergie:

Parlare di finanza sostenibile, oggi, vuole dire parlare di inclusione tra soggetti e ambienti che un tempo non si frequentavano ma che oggi non possono fare a meno di allearsi. L’inclusione genera un potere di osservazione più ampio e la capacità di affrontare sfide sempre più onerose e sfaccettate.

I soggetti coinvolti nel corso del 22 novembre sulla finanza sostenibile

La giornata di formazione Eco Media Academy, che ha rilasciato tre crediti, è promossa da Pentapolis Institute con il patrocinio del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ed è in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti del Lazio; ha il sostegno dell’Ufficio del Parlamento Europeo in Italia e vede la partecipazione di AssobenefitForum per la Finanza SostenibileASviS e Fondazione Etica.