Fiori bio

Fiori bio, di Mara Zambelli, Terra Nuova Edizioni

Fiori bio di Mara Zambelli è un manuale ben congegnato, concreto e ricco di know-how, rivolto a chi vuole conciliare rispetto per l’ambiente e passione per la floricoltura. La sua forza è nella combinazione di esperienza personale e rigore tecnico, inquadrato in un modello di agricoltura sostenibile replicabile su scala locale. Un testo che colma una lacuna nell’editoria italiana rivolta alle flower farm e alla coltivazione di fiori sostenibili.

L’autrice è l’ideatrice e la responsabile di Tuliprendi all’interno dell’azienda agricola Le Terrazze del Canto, situata a Mapello (Bg) e visitabile previa prenotazione. Coltiva e vende in modo diretto fiori da reciso stagionali. Utilizza tecniche di agricoltura organica e rigenerativa e sinergica, nel pieno rispetto dell’agroecosistema in cui è inserita la sua attività. L’azienda ha ottenuto la certificazione biologica nel giugno 2024 e produce anche vino, seguendo i medesimi principi agroecologici.

Fiori bio, bellezza senza compromessi

Il libro inizia con una base teorica sui principi del giardinaggio sostenibile applicati ai fiori ornamentali. Viene poi declinato in consigli pratici su specie specifiche, varietà idonee alla recisione e tecniche di coltivazione completamente prive di prodotti chimici di sintesi e, addirittura, di quelli ammessi in agricoltura biologica. Si invece a macerati, decotti e infusi ottenuti da piante che crescono nell’azienda di Mapello.

Pensiamo che la maggior parte dei fiori recisi in commercio è coltivata con massiccio uso di pesticidi, fungicidi e fertilizzanti chimici, spesso in serre intensive o su campi trattati con tecniche altamente impattanti per l’ambiente e la salute umana. Scegliere fiori da agricoltura verde non è solo una questione estetica o etica: è una scelta consapevole con importanti ricadute ambientali, sociali e sanitarie.

Fiori e km: il costo nascosto dei nostri bouquet

Quando compriamo un mazzo di rose o tulipani, difficilmente ci chiediamo da dove arrivino. Eppure molti dei fiori recisi che troviamo nei supermercati, nei negozi o nei grandi centri di distribuzione in Italia hanno percorso migliaia di chilometri, spesso in aereo, per arrivare sulle nostre tavole.

Kenya, Colombia, Ecuador, Etiopia e Paesi Bassi sono i principali paesi esportatori. Ogni giorno, tonnellate di fiori vengono trasportate via cargo in condizioni refrigerate, per poi essere smistate su gomma in tutta Europa. Questo sistema logistico complesso comporta un impatto ambientale rilevante:

  • emissioni di CO₂ altissime per il trasporto aereo e su strada;
  • grande consumo energetico per la conservazione a freddo;
  • spreco di risorse naturali nei paesi di produzione, spesso con scarso rispetto per l’ambiente e per i diritti dei lavoratori.

Per esempio, un mazzo di rose colombiane può generare oltre 30 kg di CO₂, secondo studi di settore, a fronte di pochi grammi per fiori coltivati localmente e in campo aperto.

Il nostro piccolo giardino fiorito

Fortunato chi può disporre di un giardino ma anche di un balcone per ottenere piccoli angoli fioriti in modo naturale e attirare anche preziosi insetti impollinatori. Grazie all’esperienza di Mara Zambelli sappiamo che è sempre meglio affidarsi alla policoltura e coltivare anche piante che non producono necessariamente fiori da mettere in vaso ma sana biodiversità.

Nel manuale Fiori bio tante ricette e modalità per preparare trattamenti specifici in caso di malattie dell’orto e tante schede con le tecniche di coltivazione; se ci cimentiamo su campi e giardini in primis sarà utile capire che tipo di terreno abbiamo e qual è il suo contesto (esposizione, temperature, drenaggio). Se invece coltiviamo in vaso la scelta del terriccio e del contenitore è fondamentale.

Il risultato? Uno spazio vivo, utile, sostenibile. Un piccolo ecosistema in miniatura, in cui la bellezza non è mai fine a sé stessa ma parte di un equilibrio più ampio. Coltivare biodiversità, anche in vaso, è oggi un atto rivoluzionario.