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Gatti abbandonati: cosa fare, chi chiamare, dove portarli

I gatti abbandonati sono spesso frutto di un comportamento irresponsabile da parte dei loro “compagni” umani. All’origine della scelta di abbandonare il felino vi siano eventi come un trasloco, la nascita di un figlio o persino la decisione di andare in vacanza.

Si tende a vedere nel gatto unicamente un individuo indipendente, che può facilmente adattarsi alla vita di strada. Per alcuni gatti questo può rivelarsi esatto, mentre per molti di loro si apre un panorama fatto di rischi e minacce anche mortali. A rischio sono soprattutto i gatti anziani, quelli molto piccoli, malati e quelli nati e cresciuti in casa, senza alcuna esperienza del mondo esterno.

L’abbandono è sempre da condannare, poco importa se per lavarsi la coscienza si è scelto di sbarazzarsi del proprio gatto in una zona di campagna. Quel particolare individuo potrebbe non disporre degli strumenti giusti (a livello pratico ed elaborativo) per far fronte alle sfide presenti nel territorio. Da non sottovalutare infine la scarsa capacità di procacciarsi il cibo o le temperature esterne (elevate in estate e prossime allo zero in inverno).

Potrebbe persino capitare che nonostante l’abbandono il gattino tenti di ricongiungersi alla propria famiglia. Un tentativo che potrebbe esporlo al rischio di essere investito da un’auto o da un altro veicolo. Non abbandonare è un gesto di responsabilità, meglio prendere contatti con delle associazioni del posto o cercare una nuova casa contattando amici e parenti.

Gatti abbandonati, cosa fare

Gatti abbandonati gattino

Quando ci si imbatte in gatti abbandonati è opportuno innanzitutto verificare che si tratti effettivamente di animali in tale stato. Può capitare di scoprire dei cuccioli semi nascosti e apparentemente soli. In realtà potrebbero essere semplicemente in attesa del ritorno della mamma, allontanatasi unicamente per procurare del cibo per i piccoli. Prelevarli senza aver atteso qualche ora il ritorno della madre potrebbe privare lei dei suoi figli e loro di un valido riferimento per la crescita e l’apprendimento.

Altra possibilità è quella di imbattersi in gatti abituati a vivere in strada o in campagna, ben felici di quella vita e tutt’altro che abbandonati. La tentazione più forte potrebbe essere quella di portarli con sé per “cercare una sistemazione migliore”; è da considerare però l’eventualità che sia già quella la soluzione migliore per loro.

Qualora gli animali risultino effettivamente abbandonati potrebbe essere necessario portarli in un luogo più sicuro, magari assicurando loro le prime cure veterinarie. I gatti che hanno subito un abbandono possono essere molto diffidenti e aggressivi, meglio quindi lasciare che siano loro ad avvicinarsi. È possibile invogliarli con un po’ di acqua o di cibo. Se gatti di casa da lungo tempo è possibile che si avvicineranno loro senza particolari difficoltà.

In ogni caso mantenere la calma e un tono di voce basso. Non urlare, alzare la voce o effettuare movimenti bruschi che possano allarmare il felino. Se non vi sentite sicuri o preferite non tentare l’approccio potete sempre affidarvi alle autorità preposte o alle associazioni animaliste locali.

Qualora non riusciste a contattare nessuno, magari perché il ritrovamento avviene a tarda notte, il consiglio è di contattare una struttura veterinaria H24 per chiedere consigli sul da farsi. In alternativa cercare di verificare le condizioni dei gatti e la possibilità per loro di accedere ad acqua e cibo. In caso di gattini sotto i 20 giorni può essere necessario somministrare latte per gattini (kitten).

Gatti abbandonati, chi chiamare

Gattino

Eccoci ora a uno degli aspetti più importanti quando si tratta di gatti abbandonati, ovvero chi chiamare. Per quanto riguarda le autorità competenti i riferimenti da cercare sono quelli dell’ufficio ASL territoriale e della Polizia Locale. I numeri sono variabili in funzione del territorio, quindi potrebbe essere necessaria una ricerca specifica relativa al luogo del ritrovamento. Un modo per velocizzare le operazioni potrebbe essere quello di contattare il centralino o cercare sul rispettivo sito Internet ufficiale.

In alcune Regioni è stato reso obbligatorio l’utilizzo del microchip anche per i gatti, così che possano essere facilmente identificati. Pratica che si rivela particolarmente utile anche in caso di animale smarrito. Le autorità competenti avranno accesso anche a questo tipo di inf0rmazione, aiutando il ricongiungimento dell’animale con i suoi umani.

In alternativa può essere utile contattare le associazioni operanti nel territorio o eventualmente alcune di quelle a carattere nazionale come LAV ed ENPA. Una pratica consigliata soprattutto nel caso in cui l’animale dovesse evidenziare necessità di cure mediche e non si potessero sostenere le spese di una visita dal medico veterinario.

Nel caso in cui si assista all’abbandono (o un’eventuale omissione di soccorso) andrà annotato il numero di targa del veicolo e si dovranno contattare Polizia di Stato o Carabinieri. Ricordiamo che anche l’omissione di soccorso è punita come reato penale, grazie alla legge 189/2004, con un’ammenda fino a 10mila euro e il rischio di arresto. Alcune eccezioni:

  • Animali minacciati da un incendio, per i quali il numero da contattare sarà il 1515 dei Carabinieri Forestali;
  • Gatti ritrovati in autostrada o nei pressi di una strada gestita da ANAS (numero verde ProntoANAS 800841148);
  • Numero verde regionale contro l’abbandono (es. Abruzzo 848800500) – cercare su Internet “gatti abbandonati numero verde” per conoscere quello della regione interessata.

Dove portarli

Contrariamente a quanto si consiglia per i cani abbandonati, per i gatti l’indicazione è quasi sempre quello di non prelevarli dal luogo del ritrovamento. Meglio tenerli sotto osservazione in attesa dell’arrivo della Polizia Locale, della ASL o dei volontari dell’associazione contattata.

Qualora si ritenga che la vita del gatto sia a rischio immediato, ad esempio a causa di evidenti lesioni, la risposta a “dove portarli” diventa chiaramente il più vicino pronto soccorso veterinario. Può essere quello di una clinica come di un centro universitario di Medicina Veterinaria, da valutare in base al luogo del ritrovamento.