Gheppio

Gheppio con ala rotta salvato nel Parco dei Castelli Romani

I Guardiaparco del Parco Regionale dei Castelli Romani hanno trovato a terra un gheppio adulto (Falco tinnunculus) ferito subito trasportato al Centro di recupero della fauna selvatica Lipu di Roma, dove è stato sottoposto ad accertamenti diagnostici e alle cure necessarie.

L’animale aveva un’ala spezzata e non riusciva più a muoversi da terra; è emerso che il rapace aveva subito un’ischemia cerebrale, patologia tipica di questa specie, con conseguente caduta al suolo. Il gheppio è parte della fauna locale e sorvola spesso il cielo del Parco con il caratteristico volo detto a “Spirito Santo”, durante il quale resta fermo in aria, con impercettibili battiti delle ali e tenendo la coda aperta a ventaglio sfruttando il vento per mantenersi in equilibrio: obiettivo osservare il suolo in cerca di prede.

Le femmine pesano più dei maschi; è un falco agile e snello con grandi capacità di adattamento agli ambienti più diversi e, per questo, è tra i predatori più diffusi in Italia. Dà la caccia a piccoli rettili, come le lucertole, e anche insetti.

Il gheppio ricoverato nel Centro di recupero fauna selvatica Lipu

Il Centro Recupero è a Villa Borghese, in una zona laterale del Bioparco ed è da anni un punto di riferimento per tutta l’attività di soccorso e riabilitazione della fauna selvatica proveniente dalla città de dalla provincia di Roma, dalla regione Lazio e da gran parte del Centro e del Sud Italia. Si può visitare tutti i giorni dalle 9:30 alle 17:30: responsabili e volontari Lipu possono forniscono informazioni e indicazioni.

Il Parco Regionale dei Castelli Romani

Il Parco si estende su 15.000 ha e occupa un’area circolare con antichi boschi e laghi profondi. Ne è parte integrante il lago di Castel Gandolfo che permette diverse attività dalla gita in battello al noleggio dei pedalò, dai servizi spiaggia ai corsi di canoa per ogni età.

I paesi arroccati sono da sempre meta privilegiata delle ore libere dei romani, oltre alle bellezze naturali e storiche come l’Abbazia di San Nilo a Grottaferrata offrono una cucina tradizionale laziale a km zero.

Si possono avvistare durante le passeggiate cinghiali, ricci, istrici, volpi, lepri, pipistrelli, scoiattoli, faine, donnole, tassi e ghiri. Dominano i boschi di castagno che l’uomo ha sostituito ad antichi alberi per ragioni economiche.