Giochi 2030

Giochi 2030, parte il progetto dedicato a sport, sostenibilità e inclusione sociale

Il progetto Giochi 2030 taglia i nastri di partenza a Torino, con una Conferenza organizzata presso il Castello Valentino, sede del Politecnico. Lo sport è un linguaggio universale, che accomuna cittadini, culture e generi.

Un forum fondamentale per la riflessione e l’azione, potenzialmente molto incisivo nel trasformare la società. Un’opportunità unica per il Belpaese e le organizzazioni sportive: il contributo dello sport allo sviluppo sostenibile è decisamente importante.

L’iniziativa di respiro nazionale nasce con l’obiettivo di diffondere lo sviluppo sostenibile attraverso lo sport, entrato di recente nella nostra Costituzione, e vuole sensibilizzare una platea ampia di chi pratica, segue e organizza attività sportive – affermano Massimiliano Pontillo, presidente di Pentapolis Goal4Planet ASD e Giorgio Tanoni, co-founder.

Giochi 2030, verde e pratica sportiva

La scelta del capoluogo piemontese non è affatto casuale, sede di diversi eventi sportivi di rilevanza nazionale e internazionale, dai XX Giochi Olimpici invernali del 2006 alle attuali ATP Finals, ricordando che nel 2015 alla città è stato assegnato il titolo di Capitale Europea dello Sport.

Recentemente l’amministrazione comunale ha voluto impiegare 11,5 milioni di euro del Ministero dello Sport (fondi PNNR) per far nascere la cittadella dello sport e dell’educazione ambientale all’interno del Parco del Meisino, proprio a enfatizzare la fruizione del verde in città attraverso la pratica sportiva.

Gli interventi progettati nell’area protetta verranno realizzati mantenendo inalterato l’ecosistema e la biodiversità, si tratterà di opere innovative e reversibili per coniugare sport, ambiente e salute – dichiara Mimmo Carretta, assessore allo sport e ai grandi eventi.

Saranno molteplici le iniziative di Giochi 2030, dalla formazione nelle scuole con laboratori indoor e outdoor, all’organizzazione di gare ed esibizioni, alla promozione di convegni, seminari e workshop.

Un’occasione di ragionamento, dialogo e confronto che coinvolgerà in una sorta di call to action scuole, ragazzi, professionisti, campioni e cittadini che vogliano contribuire a generare un impatto positivo – sostiene Massimo Aghilar, presidente di UISP Torino.

Il Rapporto annuale e l’Agenda 2030

Prevista anche un’importante attività di ricerca, studio e analisi con l’obiettivo di costituire un Osservatorio e produrre un Rapporto annuale che fotografi lo status quo relativo ai benefici ambientali e sociali prodotti dallo sport.

La RUS (Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile), che raccoglie 86 atenei in Italia, sarà al fianco di Giochi 2030 perché crede nello sport come propulsore formidabile intergenerazionale nel percorso dell’Agenda 2030, ancora troppo poco implementata – annuncia la presidente Patrizia Lombardi.

Giochi 2030 interverrà su molti dei goal fissati dall’Agenda 2030, sottoscritta nel 2015 dai governi di 193 Paesi membri dell’ONU: lo sport infatti promuove il benessere di tutti, garantisce istruzione di qualità, uguaglianza di genere, promuove la crescita economica e il lavoro dignitoso, riduce le disuguaglianze tra i paesi, rende le città resilienti, sicure e sostenibili.

Tra i partner del progetto anche l’ASviS:

Il documento delle Nazioni Unite ha molti punti di contato con lo sport, dalla vita sana all’inclusione, dalla pace al rispetto dell’ambiente – afferma Ottavia Ortolani, responsabile comunicazione e advocacy.

Sport ed emissioni

Il settore sportivo produce quasi il 2% delle emissioni totali di CO2. Ogni manifestazione può rappresentare una grande opportunità per educare e ispirare la comunità, promuovendo la consapevolezza e motivando le persone ad adottare azioni concrete per costruire insieme un futuro sostenibile. Gli eventi organizzati da Giochi 2030 saranno sostenibili e certificati?

Stiamo sviluppando una strategia dedicata con l’obiettivo di minimizzare il più possibile l’impatto ambientale. Dedicheremo particolare attenzione alla pianificazione della gestione dei rifiuti, alla promozione della mobilità sostenibile, all’utilizzo di cibo eco-friendly, alla misurazione di specifici KPI e all’implementazione di numerose altre iniziative – conclude Roberto Carnevali, co-founder di Ecoevents.