Oggi nella Giornata Mondiale dell’Alimentazione, il WWF, nell’ambito della sua campagna Our Future, chiede nuovamente alle istituzioni maggior cura del sistema alimentare e con esso delle risorse naturali e degli ecosistemi che sfrutta, riportando l’attenzione sui risultati della perdita di biodiversità analizzati nel Living Planet Report 2024 pubblicato a livello globale la scorsa settimana.
Il sistema alimentare globale usa il 40% della superficie terrestre libera da ghiacci, ed è la principale causa di perdita di biodiversità, è, inoltre, responsabile del 70% del consumo di acqua dolce e di oltre un quarto delle emissioni di gas serra. Eppure un terzo della popolazione mondiale non ha cibo a sufficienza.
Giornata Mondiale dell’Alimentazione, i danni del cibo
Tra i paesi dell’UE l’Italia è il secondo maggiore consumatore di materie prime a rischio di distruzione di natura, essendo responsabile della deforestazione di quasi 36.000 ettari all’anno. Soia, olio di palma e carne bovina sono state le materie prime importate in Italia con associata la maggiore deforestazione tropicale. Ogni italiano con i propri consumi alimentari è responsabile della deforestazione di 6 metri quadrati l’anno.
Dal prossimo dicembre, in teoria, le aziende che vogliono vendere in Europa i suddetti prodotti dovranno dimostrare che non hanno contribuito alla distruzione delle foreste. Il nuovo regolamento UE, entrato in vigore nel 2023, impone rigorosi controlli sulla provenienza delle materie prime, con l’obiettivo di rendere i consumi europei più sostenibili e proteggere gli ecosistemi a livello globale. Lo scorso 2 ottobre, però,la Commissione europea ha proposto di posticipare di dodici mesi, quindi al 30 dicembre 2025, l’entrata in vigore dell’EUDR.
Se il Parlamento e il Consiglio dell’UE approveranno la proposta, le imprese avranno un anno in più per prepararsi ma ci sarà anche un anno in più per distruggere le foreste del Pianeta per fare spazio a coltivazioni, piantagioni e allevamenti – afferma Eva Alessi, Responsabile Sostenibilità del WWF Italia – Rinviare di un ulteriore anno significa che potremmo perdere (se il trend rimanesse uguale a quello degli ultimi anni) altri 3 milioni di ettari, ossia 8 campi da calcio di foresta tropicale vergine ogni minuto.
Cosa possiamo fare noi per arginare la deforestazione
Nel frattempo possiamo preferire una dieta a base di cibi vegetali, poca carne e pochi derivati animali, assicurandoci che provengano da allevamenti rispettosi del benessere degli animali e della natura, come gli allevamenti biologici e gli allevamenti estensivi/liberi.
Se a livello mondiale riusciremo ad andare in questa direzione – conclude Alessi – i risultati saranno un sistema alimentare più sostenibile e foreste vitali capaci di contribuire alla lotta al cambiamento climatico, alla conservazione della biodiversità, garantendo la sicurezza alimentare.






