Giornata mondiale del suolo

Giornata Mondiale del Suolo: ne perdiamo 159 m² ogni minuto, i dati FederBio

In occasione della Giornata Mondiale del Suolo di oggi 5 dicembre dedicata al tema “Suoli Sani per Città Sane”, FederBio richiama l’urgenza di adottare pratiche di gestione responsabile per questo patrimonio non rinnovabile, ricordando come la qualità dei terreni sia strettamente legata alla sicurezza alimentare e alla salute delle comunità. Il suolo è una risorsa essenziale, ricca di vita e di biodiversità ma continua ad essere minacciato da ritmi di consumo e degrado ormai insostenibili.

Sebbene il suolo sia una risorsa vitale, viene eroso giorno dopo giorno mettendo a rischio il nostro futuro – sottolinea Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio – La fragilità di questa risorsa si riflette direttamente sulla salute umana: un suolo fertile e resiliente è infatti in grado di tutelare la biodiversità, assorbire l’eccesso di carbonio che destabilizza il clima, garantire la tenuta idrogeologica e consentire all’agricoltura di produrre alimenti sicuri e di qualità. In questo scenario, valutiamo positivamente la nuova Direttiva europea sul monitoraggio e la resilienza dei suoli che rappresenta un passo avanti decisivo verso l’obiettivo del loro risanamento, anche se per produrre effetti reali deve essere recepita urgentemente da tutti gli Stati membri. Nonostante le evidenze scientifiche sui benefici dell’agroecologia per la fertilità dei terreni, la normativa resta in ritardo: mentre per acqua e alimenti il sistema di controlli ambientali e sanitari monitora la presenza di principi attivi di sintesi chimica, nel suolo, primo organo recettore delle sostanze utilizzate nell’agricoltura convenzionale, la presenza di molecole potenzialmente dannose per l’ambiente non viene rilevata sistematicamente. Così il suolo – base fondamentale che ci fornisce tutti i giorni il cibo – non gode di tutele specifiche. Colmare questa lacuna è essenziale, perché un suolo fertile e resiliente è la condizione necessaria per garantire sicurezza alimentare e benessere.

Giornata Mondiale del Suolo: la situazione peggiora

Secondo l’ultimo rapporto “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici” pubblicato da ISPRA e dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), nel 2024 il nostro Paese ha perso 83,7 km² di suolo, convertiti in nuove aree impermeabilizzate, con un aumento del 15,6% rispetto all’anno precedente. L’erosione avanza a un ritmo impressionante: ogni secondo scompaiono circa 2,7 m² di terreno, quasi 230.000 m² al giorno. Il consumo netto ha superato i 78,5 km², il dato più elevato dell’ultimo decennio, con impatti severi sulla capacità dei suoli di fornire servizi ecosistemici fondamentali.

Il rapporto “Status of the World’s Soils” che aggiorna il quadro tracciato dalla FAO nel 2015, sottolineano, invece, come la salute del suolo sia oggi una delle grandi emergenze globali, al pari di clima e biodiversità. Erosione, perdita di sostanza organica, cattiva gestione dei nutrienti, inquinamento, salinizzazione, perdita di biodiversità e urbanizzazione stanno erodendo la capacità dei terreni di produrre cibo, trattenere carbonio, regolare il ciclo idrico e sostenere la vita. I suoli sani sostengono i servizi ecosistemici ma in molti casi, la situazione continua a peggiorare invece di migliorare.

Buone notizie: il calo dei fitosanitari di sintesi

In questo contesto un elemento positivo arriva dai dati recentemente diffusi dall’Osservatorio Agrofarma che, confrontando il triennio 2021-2023 con quello 2012-2014, ha registrato un calo del 18% nell’uso dei fitosanitari di sintesi, una delle principali cause del depauperamento del suolo, e un aumento del 133% dei principi attivi di origine naturale. Un segnale che anche l’agricoltura convenzionale si sta sempre più orientando verso soluzioni sostenibili.

La crescente attenzione verso i principi attivi di origine naturale conferma i benefici concreti dell’agroecologia in termini di tutela della salute, dell’ambiente e della biodiversità. In una fase cruciale come quella attuale, lo sviluppo dell’agricoltura biologica rimane lo strumento più efficace per ridurre l’uso della chimica di sintesi e offrire soluzioni innovative all’intero settore agricolo. Occorrono però investimenti strategici in ricerca e innovazione e una normativa specifica per la registrazione dei prodotti per il “biocontrollo”, evitando così di ritardare l’accesso ad alternative naturali che già potrebbero essere disponibili per gli agricoltori. Salvaguardare la salute dei suoli è una responsabilità collettiva, significa garantire sicurezza alimentare e benessere alle future generazioni. In questo le scelte alimentari hanno un ruolo decisivo, prediligere cibo biologico è un atto di responsabilità e un investimento concreto per un futuro sostenibile – conclude Mammuccini.