Il bilancio drammatico del 2025 sulla sicurezza stradale in Italia – segnato dalla perdita di 222 ciclisti, con la Lombardia maglia nera – deve trasformarsi nell’impulso per rivoluzionare la mobilità nazionale. In occasione del 3 giugno, Giornata Mondiale della Bicicletta, FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta si rivolge a Comuni, Regioni e Governo per chiedere un fronte comune. L’obiettivo è azzerare gli incidenti attraverso interventi drastici: primo tra tutti, la riduzione della velocità nei centri storici e urbani per accelerare la transizione verso modelli di trasporto più sicuri.
Questa giornata, istituita dalle Nazioni Unite, ci ricorda l’importanza della bicicletta come mezzo di trasporto sostenibile ed ecologico. La Federazione lavora costantemente perché sempre più persone possano scegliere di andare a scuola, al lavoro o muoversi in città pedalando in sicurezza. Affianchiamo comuni, istituzioni e aziende nello sviluppo di politiche e progetti che incentivino la mobilità attiva e una diversa cultura della strada” dichiara Luigi Menna, Presidente FIAB. “ll 3 giugno serve a ricordarci che i nostri sforzi lasciano un segno concreto nelle città e nei territori: lo dimostrano iniziative come Bimbimbici, che, proprio quest’anno, ha portato nel mese di maggio grande partecipazione con oltre 100 pedalate in tutta Italia, insieme alle tante attività che le nostre associazioni promuovono ogni giorno a livello locale – conclude Menna.
Giornata Mondiale della Bicicletta: boom della mobilità dolce ma siamo ultimi sulla sicurezza stradale
Nel primo semestre del 2025, i viaggi quotidiani su due ruote e mezzi di micromobilità hanno superato per la prima volta la soglia del 5% sul totale degli spostamenti, segnando un netto balzo in avanti rispetto all’era pre-Covid. Gli italiani scelgono sempre più spesso la bicicletta come alternativa all’auto, specialmente per i tragitti brevi: oltre l’81% dei percorsi urbani, infatti, non supera i 10 chilometri.
A fronte di questa crescita, però, l’Italia mostra ancora un grave ritardo sul fronte della sicurezza. Con 51,4 vittime della strada per milione di abitanti, il nostro Paese si posiziona appena al 19° posto in Europa, allontanandosi dagli obiettivi UE che impongono di dimezzare i decessi e i feriti gravi entro il 2030 rispetto al 2019.
Per incentivare spostamenti a piedi e in bici servono sicurezza e spazi pubblici di qualità. Molte città europee ci riescono rallentando il traffico: l’introduzione dei 30 km/h ha ridotto morti e feriti nel 75% dei casi. Inoltre, il 91% dei comuni registra un benessere generale maggiore, grazie a meno smog, meno rumore e a un aumento spontaneo di pedoni e ciclisti.
Sicurezza e zone 30: la formula europea per la mobilità attiva
Per incentivare spostamenti a piedi e in bici servono sicurezza e spazi pubblici di qualità. Molte città europee, ricorda la FIAB, ci riescono rallentando il traffico: l’introduzione dei 30 km/h ha ridotto morti e feriti nel 75% dei casi. Inoltre, il 91% dei comuni registra un benessere generale maggiore, grazie a meno smog, meno rumore e a un aumento spontaneo di pedoni e ciclisti.






