Come ogni anno il 22 maggio è dedicato alla Giornata mondiale della biodiversità proclamata nel 2000 dall’Assemblea delle Nazioni Unite. Il tema scelto per l’edizione 2024 è Be part of the Plan, un invito a fermare e contrastare la perdita di diversità biologica a cui è strettamente connesso lo sviluppo sostenibile.
In tale contesto gestire le foreste in modo responsabile è imprescindibile. I biologi ritengono che ospitino oltre l’80% delle specie terrestri e la certificazione FSC da sempre la favorisce, proteggendo le specie e minacciate e i loro habitat. Una recente ricerca dell’Università di Utrecht ha preso in esame le foreste certificate FSC del bacino del fiume Congo, nell’Africa Centrale, con l’obiettivo di valutare, attraverso una serie di parametri, la biodiversità locale.
Lo studio dell’Università di Utrecht – commenta il direttore di FSC Italia, Giuseppe Bonanno – rafforza i principi fondamentali di FSC e il nostro impegno per una gestione responsabile delle foreste. Questa ricerca riafferma la funzione vitale del nostro lavoro nel promuovere la salute degli ecosistemi forestali e proteggere le specie a rischio di estinzione, avvantaggiando sia le comunità locali che l’ambiente.
Giornata mondiale della biodiversità….
I dati della ricerca dimostrano che le foreste certificate FSC nel bacino del Congo ospitano una popolazione più ampia di grandi mammiferi rispetto alle aree non certificate: 2,7 volte di più per i mammiferi di peso superiore a 100 chilogrammi, come gorilla ed elefanti delle foreste, e 2,5 volte di più per i mammiferi di peso compreso tra 30 e 100 chili, come leopardi e scimpanzé.
Va aggiunto che i tassi di avvistamento di grandi mammiferi – tra le prime specie a scomparire a causa del bracconaggio e della caccia – nelle foreste certificate FSC risultano paragonabili a quelli di aree protette monitorate nella stessa regione.
La ricerca sottolinea anche il ruolo determinante della caccia nella perdita di biodiversità, ed evidenzia la scarsità di segni riconducibili a queste pratiche e, per contrario, l’aumento delle tracce di fauna selvatica nelle concessioni certificate.
Le regole nelle aree certificate
Le proattive iniziative intraprese dagli enti forestali certificati hanno portato a un calo significativo del bracconaggio. Tra queste misure troviamo:
- Blocco di vecchie strade forestali: limitando l’accesso alle aree selvagge, si ostacola il passaggio dei bracconieri e si protegge la fauna selvatica;
- Creazione di posti di blocco: controlli più frequenti aiutano a scoraggiare il bracconaggio e a intercettare chi trasporta illegalmente animali selvatici o prodotti derivati;
- Supporto a fonti di cibo alternative: offrendo alle comunità locali alternative sostenibili alla carne selvatica, si riduce la dipendenza dalla caccia e si preservano le popolazioni animali.
Oltre a ridurre il bracconaggio, la minor consumazione di carne selvatica da parte delle comunità locali che vivono vicino alle aree certificate ha avuto un ulteriore effetto positivo: la diminuzione del rischio di zoonosi, ovvero malattie trasmissibili dagli animali all’uomo.






