Villa Rosebery

Giornate FAI d’autunno a Napoli: il 15 e 16 ottobre per una città sostenibile

Sabato 15 e domenica 16 ottobre 2022 andranno si svolgeranno le Giornate FAI d’Autunno in Campania. Tanti luoghi da visitare in tutte le città della Regione, compresa Napoli: luoghi generalmente chiusi al pubblico, ma che in queste due giornate speciali saranno aperti a tutti. Stiamo parlando di piccoli borghi, aree archeologiche, palazzi storici, musei e tanto altro.

In questo modo il FAI vuole promuovere la transizione ecologica dei suoi beni soggetti a tutela. Invogliare i cittadini a vivere percorsi che uniscono natura e storia, per riuscire a mitigare i  cambiamenti climatici spaventosi anche attraverso la sensibilizzazione.

Un piccolo tassello per la tutela dell’ambiente. Non a caso FAI ha anche lanciato per l’occasione una raccolta fondi per salvare tutto ciò che ci circonda. Basta iscriversi al FAI, la cui quota annuale fino al 16 ottobre sarà di 29 euro anziché 39. Il ricavato servirà a sostenere i progetti di transizione ecologica dell’associazione.

Giornate FAI d’autunno a Napoli: i luoghi aperti al pubblico

Ecco i luoghi aperti a Napoli in occasione delle Giornate FAI d’autunno 2022:

  • Villa San Marco, Castellammare di Stabia. Sabato: 9:30- 13/14:30 – 17. Domenica 9:30 – 13/14:30 – 17
  • Necropoli Romana di Cappella, Napoli. Sabato e domenica 9 – 14.
  • Palazzo Salerno Lancellotti e Sartoria Isaia, Casalnuovo Napoli. Sabato: 10 – 13/15 – 18. Domenica: 10 – 13/15 – 18
  • Cittadella Monastica Suor Orsola Benincasa, Napoli. Sabato e domenica 10 – 17
  • Anfiteatro Flavio, Pozzuoli. Sabato e domenica 9 – 14
  • Villa Rosebery – Parco e Palazzina Borbonica, Napoli. Sabato e domenica 10 – 17
  • Parco dei Principi – Design Hotel By Gio Ponti, Sorrento, Napoli. Sabato e domenica 10 – 17

Ricordiamo che secondo una indagine Ipsos – svolta su un campione di cittadini italiani fra i 18 e 75 anni – l’85% pensa che lo stop del processo di transizione ecologica porterebbe a molti danni, mentre 8 persone su 10 (circa il 79%) pensano che anche solo un piccolo ritardo sulla tabella di marcia possa aumentare la crisi climatica.