Giornate Fai di Primavera Firenze

Giornate Fai di Primavera: la Firenze segreta svela alcuni dei suoi tesori

Il weekend del 21 e 22 marzo 2026 segna il ritorno di uno degli appuntamenti più amati dagli italiani: le Giornate Fai di Primavera. Giunto alla sua 34ª edizione, l’evento principe del FAI –  Fondo per l’ambiente italiano si conferma come la più grande festa di piazza dedicata alla riscoperta del patrimonio culturale e paesaggistico del nostro paese.

Dal 1993 a oggi, questa iniziativa ha permesso a quasi 14 milioni di visitatori di varcare la soglia di oltre 17.000 luoghi spesso inaccessibili. Quest’anno, la missione di educazione e tutela del FAI continua con un programma che mette al centro l’identità profonda dei territori.

Chiunque sceglierà di partecipare sarà accolto in spazi solitamente sottratti allo sguardo pubblico, dove potrà immergersi in un racconto capace di unire passato e presente. Questa esperienza è resa possibile dalla straordinaria mobilitazione della Delegazione FAI di Firenze, che schiera oltre 130 volontari affiancati dall’entusiasmo di più di 200 giovani ‘Apprendisti Ciceroni®’ provenienti dalle scuole del territorio, pronti a guidare i visitatori alla scoperta delle nostre meraviglie. L’iniziativa si trasforma così in un autentico laboratorio civico che non solo avvicina le cittadine e i cittadini al patrimonio, ma favorisce l’incontro tra le persone stesse, offrendo una riflessione profonda sulla bellezza e sull’equilibrio tra uomo e natura. Un ringraziamento sentito va a tutte le istituzioni e ai loro staff, il cui supporto è stato fondamentale per concretizzare queste aperture – sottolinea Carlo Francini, Capo Delegazione FAI Firenze.

Giornate Fai di Primavera: i tesori nascosti di Firenze aprono le porte

In occasione del weekend dedicato alla cultura e alla solidarietà, la Delegazione FAI Firenze offre l’opportunità di visitare luoghi solitamente inaccessibili, svelando storie inedite della città e del suo territorio. Ecco i protagonisti di queste aperture straordinarie che vanno ad arricchire la grande storia del capoluogo toscano:

  • Caserma Simoni: situata nei pressi di Santa Maria Novella, sorge sull’antico complesso di San Jacopo a Ripoli. È un luogo denso di fascino legato alle vicende degli Orti Oricellari e alla congiura del 1522 contro i Medici;
  • Palazzo Cerretani: un vero “organismo vivente” in Piazza dell’Unità Italiana. Custodisce tracce che vanno dalle ville rustiche di età augustea alle torri medievali, fino alle metamorfosi barocche e del Novecento. Oggi ospita la Biblioteca “Pietro Leopoldo”;
  • Villa del Cigliano: spostandosi nel Chianti, a San Casciano Val di Pesa, apre le porte questa dimora privata della famiglia Antinori (che la custodisce dal 1546), sorta su probabili insediamenti etruschi e romani;
  • Palazzo Buontalenti (Casino Mediceo di San Marco): un luogo simbolo dell’Umanesimo, costruito dove un tempo sorgevano gli Orti Medicei, la celebre accademia dove il giovane Michelangelo mosse i primi passi come scultore sotto l’ala di Lorenzo il Magnifico.