Giulia Boato

Giulia Boato, paladina della lotta al falso digitale

Giulia Boato, 47 anni, mamma di 3 figli, professoressa all’Università di Trento, è confondatrice e Chief scientist officer di TrueBees, startup deep-tech specializzata nella rilevazione dei deepfake e nella sicurezza dei contenuti digitali. Giulia è stata protagonista di un interessante racconto durante gli Stati generali dell’Informazione ambientale, ospitati a Roma nel maggio scorso nella sede del Parlamento europeo e promossi da Pentapolis Institute ETS.

L’intervista a Giulia Boato, Chief scientist officer di TrueBees

Un tema di grande attualità, quello delle falsificazioni di audio e video che viaggiano nell’universo web. Che possono nuocere anche alle politiche di sostenibilità, ad esempio attraverso la diffusione di informazioni false sulle energie rinnovabili o sulla mobilità pulita. Qual è la situazione?

I deepfake stanno diventando un problema concreto di sicurezza, frode e fiducia digitale per le organizzazioni. La ricerca Gartner (gennaio 2026) afferma che gli incidenti legati ai deepfake coinvolgono ormai il 35% delle organizzazioni. Mentre Entrust collega i deepfake a un tentativo su cinque di frode biometrica e Signicat riporta un aumento del 2137% dei tentativi di frode tramite deepfake negli ultimi tre anni. Al deepfake su video che vive sofisticazioni crescenti (dalle identità virtuali dei video via social alle webcall così diffuse nel mondo del lavoro), oggi si aggiunge un altro allarme: l’audio sintetico, destinato ad avere impatti dirompenti, dalla gestione di interviste in ambito giornalistico, alla manipolazione per frodi, impersonificazioni e falsi contatti di emergenza.

Ed è qui che si inserisce l’innovazione sviluppata dal team di TrueBees. In che modo?

Siamo una start up italiana pioniera che ha sviluppato una tecnologia capace non solo di individuare i deepfake video ma di ricostruire l’intera catena di manipolazione di un contenuto multimediale, dalla creazione alla diffusione sui social; nei prossimi mesi lanceremo un nuovo sistema di detection specifico che guarda alla nuova frontiera del voice cloning.

Qual è stato il vostro percorso?

TrueBees nasce nel 2024 dalla collaborazione tra Afliant (digital company trentina, ndr) e il gruppo di ricerca del Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione dell’Università di Trento come startup in cui si incontrano ricerca accademica e sviluppo industriale nel campo dell’autenticità dei contenuti digitali. Come primo passo abbiamo sviluppato una piattaforma SaaS (software as a service) per la verifica dell’autenticità di contenuti visivi online e per la rilevazione di immagini AI-generated o AI-manipulated secondo un approccio accessibile nelle modalità freemium e pay as you go a consumo e a pacchetto.

Cosa vi distingue dalle altre realtà del mercato?

Il nostro punto distintivo è la capacità di tracciare l’intera storia di un contenuto digitale video ovvero di identificare le manipolazioni subite, ricostruire il ciclo di vita del file e analizzare come si diffonde e si trasforma sulle piattaforme social. E’ qui che i segnali di manipolazione diventano più difficili da leggere e che ad oggi costituiscono il vero banco di prova del deepfake, passando dal cosiddetto image fact checking al chain checking. Questo approccio proprietario, denominato ‘Unchained – uncovering media manipulation chains’, è frutto di circa 2 anni di ricerca in partnership con le università di Trento e Firenze e finanziato dal DARPA-Defence Advanced Research Projects Agency, l’Agenzia governativa del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.

Cosa vi aspettate dal futuro e cosa si possono aspettare i consumatori utenti, cittadini, imprese, pubblica amministrazione, sempre più immersi nell’oceano digitale?

Se è vero come è vero che i sistemi di manipolazione sono praticamente quasi alla portata di tutti, noi vogliamo che anche le soluzioni lo siano. Per questo intendiamo operare molto in chiave education e open source, traducendo tecnologie complesse in servizi accessibili, e presto metteremo a disposizione alcuni nostri tool, almeno a livello di base, attraverso Library pubbliche in cui ciascuno possa caricare e validare un set minimo di immagini semplici.

TrueBees ha al suo attivo partnership scientifiche di alto profilo, tra cui quelle con il Center for Cybersecurity di Fondazione Bruno Kessler (FBK).

L’obiettivo ultimo di TrueBees è aiutare a verificare l’affidabilità di immagini e video prima del loro utilizzo a fini pubblici. La missione è contribuire a proteggere credibilità editoriale, ridurre rischi reputazionali e legali, supportare il settore dei media nella fase di verifica e autenticità dei contenuti informativi, favorendo alfabetizzazione e consapevolezza pubblica su un tema complesso.