Gli ultimi giorni di Paesaggi Umani, a Testaccio, Ostiense e infine Tor Bella Monaca per il Museo delle Periferie

Dopo le prime 5 azioni (su 17) di Paesaggi Umani; l’intervento on line al festival Transistor di Cada die, in relazione al progetto TikTokAntigone; il talk per Digeat sul Performing Media per l’Innovazione Adattiva (per vederlo devi registrarti); il seminario on line su “Il performing media storytelling per rivelare Paesaggi Umani” per il corso di laurea in Architettura dell’Università della Basilicata; il confronto connettivo sull’ecosistema;relazionale di AltoFest; la conversazione radiofonica su Radio Citta Aperta (dopo 31’40) con Gabriella Paolini; il whisperTalk svolto nell’ambito del RGB Light Experience; i webinar su paesaggi aumentati e virtualità espansa per Le Meraviglie del Possibile; il foot footage per l’Ape Rossa dell’ Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico; il summit di ItaliaSmArtCommunity a Torino con il walkabout al monastero di Novalesa; le ultime esplorazioni di SoftScience (vedi anche il report dei report con il final video) ; i vari walkabout sui 17 goal di Agenda 2030 in 17 luoghi di Roma; le esplorazioni che hanno prodotto la mappa parlante per il progetto Performing Media (vedi anche il report dei report con il final video); le due intense giornate di forum all’ex istituto Luce per il progetto Performing Media; la performance beckettiana sui paradossi urbani; i primi 3 goal a segno, in giro per Roma con SoftScience: esplorando la sostenibilità; il laboratorio con walkabout e brainstorming per Complicities; il walkabout che ha concluso Demopraxia, palestra di resilienza urbana a Lecce; il walkabout a Vicenza per coniugare le strategie di RiavviaItalia e l’innovazione adattiva; la prima tappa di RiavviaItalia Live con il walkabout “Condizione Assange” che ha proiettato i ritratti dell’hacker prigioniero (di Miltos Manetas per la mostra invisibile e prigioniera al Palaexpo di Roma) sul Quirinale e la Presidenza del Consiglio; il Digital Speech al Forum della Comunicazione dove lanciamo il concetto di Innovazione Adattiva.

On line, venerdì 12 marzo, conduciamo il webinar su Performing media come metodo partecipativo di ricognizione urbana per il Master GESTIONE DEL PROGETTO COMPLESSO DI ARCHITETTURA promosso dal Dipartimento di Architettura e Progetto – Sapienza Università di Roma.

A Roma, fino al 14 marzo, ci sono le ultime azioni di Paesaggi Umani.

Esplorare la città, raccogliendo storie nelle geografie urbane per una mappa parlante, promosso da Roma Culture, vincitore dell’Avviso Pubblico Contemporaneamente Roma nel triennio 2020-2021-2022. Sulla web-radio (www.radiowalkabout.it) si ascolteranno i Paesaggi Umani (i podcast georeferenziati) prodotti dai nostri walkabout (per partecipare è fondamentale prenotare a info@urbanexperience.it, la partecipazione è contingentata) nell’evocazione delle storie di protagonisti emblematici nelle geografie urbane. Storie come quelle che riguardano Sisto V “er papa tosto”, in vista del Cinquecentenario della nascita del Papa che rifondò Roma dopo il Sacco dei Lanzichenecchi; quelle di un assessore come Renato Nicolini che inventando l’Estate Romana, emancipò la città dagli “anni di piombo” facendola riprendere ai cittadini; quelle di Cristina di Svezia, la “regina di Roma”: una delle donne più interessanti della Storia che nel Seicento portò a Roma la “Atene del Nord”, accolta come una Regina da una città che fece del Barocco un dispositivo culturale magnifico con feste che reinventarono gli scenari urbani (in un percorso condotto con l’autrice-attrice Gaia Riposati e la Nuvola project) e insieme a lei, quelle misconosciute di Raffaele Fabretti, il “principe della Romana Antichità”, di fatto il primo sovrintendente alle archeologie dimenticate e cotte per farne calce, che a metà del Seicento avviò l’Accademia dell’Arcadia; come quelle quelle del Mercato di Testaccio mangereccio, assaggiando e parlando di Quinto Quarto (l’algoritmo del Mattatoio, le frattaglie, buonissime) e food design; quelle del Tevere fluens, rilevando storie accadute sulle sue sponde, come quelle dell’eccidio delle donne in assalto ai forni del 1944. Il progetto si conclude al Teatro di Tor Bella Monaca, per il ciclo di conferenze del Museo delle Periferie, con un talk di Carlo Infante, curatore di Paesaggi Umani, changemaker e presidente di Urban Experience, dal titolo Paesaggi Umani. Distillare storie esplorando geografie a cui seguirà un walkabout – dibattito peripatetico.

Giovedì 11 marzo, ore 16 Archivio Capitolino (Piazza dell’Orologio 4), walkabout Renato Nicolini, l’assessore situazionista (prenotazioni chiuse); ore 18 Pio Sodalizio dei Piceni, Palazzetto Peretti (Via Parione 7), walkabout Sisto V, er papa tosto; ore 19 Pio Sodalizio dei Piceni (P.za San Salvatore in Lauro 15), walkabout con performance e videoproiezioni nomadi La porta segreta di Cristina di Svezia, con Gaia Riposati e Nuvola project.

Sabato 13 marzo, ore 12 Mercato di Testaccio, walkabout Il Quinto Quarto e il food design (è previsto un pranzo dopo, se vuoi partecipare, prenotati a info@urbanexperience.it); ore 16 Ponte di Ferro, walkabout Tevere fluens 2. L’eccidio delle donne in assalto ai forni nel 1944; ore 17 Ponte della Scienza, walkabout Tevere fluens 3. L’aura distopica della Riva Ostiense.

Domenica 14 marzo, ore 11,30 Teatro Tor Bella Monaca (Via Bruno Cirino 5), nell’ambito del Museo delle Periferie, Talk di Carlo Infante su Paesaggi Umani. Distillare storie esplorando geografie, ore 12,30 da Teatro Tor Bella Monaca, walkabout Distillazione partecipata: dibattito peripatetico. Ma se arriva il lockdown minacciato (e inatteso) si fa tutto on line, rilanciato, ovviamente, su www.radiowalkabout.it .La preparazione del talk ha generato un libro edito da Bordeaux.

Su RiavviaItalia, abbiamo ripreso a raccogliere idee per il riavvio del Paese e abbiamo concepito la piattaforma come un social network per comunità senzienti (registrati, contiamo sui feedback della tua user experience per ottimizzarla). Scrivici a info@riavviaitalia.it anche per sostenerci, materialmente (con contributi economici, visto che ci stiamo autoproducendo) e idealmente (con proposte e input strategici).

Si sta costituendo (Urban Experience è tra i promotori) la rete permanente per i beni comuni, la conversione ecologica e le generazioni future. Dopo una prima assemblea nazionale, svolta a Messina nell’ottobre scorso, è in corso una fase di progressiva adesione, articolata su un confronto connettivo che si svilupperà fino al prossimo aprile, sulla base di un manifesto da cui distilliamo alcuni concetti cardine. I Beni Comuni esprimono utilità funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali e dei doveri di solidarietà sociale, nonché al libero sviluppo di ogni persona. In senso allargato i beni comuni riguardano il capitale naturale (es. acqua, suolo e sottosuolo, aria), il patrimonio culturale e paesaggistico, le infrastrutture fondamentali per i cittadini, il capitale umano e la conoscenza (informazione, educazione, scuola, famiglia, comunità), il welfare, la qualità della vita nelle città, la giustizia e la tutela della privacy e della net neutrality. La Rete dei Beni Comuni intende presentarsi come una piattaforma per orientare l’agenda futura, rendere efficaci e trasparenti i processi partecipativi di democrazia diretta, utilizzare il diritto in modo strategico e contro-egemonico, proporre un nuovo paradigma nella gestione dei Beni Comuni anche come innovativa collaborazione pubblico-privato per il rilancio di settori fondamentali per la coesione sociale. Una rete intesa come processo costituente di una nuova sensibilità del bene comune, per una sostanziale inversione di rotta.