Laura Bettinelli Greenwashing

Greenwashing: spunti e riflessioni nella Quarta Giornata Nazionale delle società Benefit

Il 14 marzo si è svolto il quarto appuntamento annuale delle Società benefit organizzato da Assobenefit con il patrocinio del Comune di Milano, dal titolo “Tra avanguardia e regola, tracciamo la rotta per un futuro sostenibile”. In questo articolo vorrei focalizzare uno dei temi trattati nel pomeriggio che ha suscitato grande interesse da parte del pubblico: il greenwashing.

Il panel era formato da 4 relatori, di cui due avvocati, specialisti di greenwashing e diritto ambientale Avv. Leone e Avv. Bologna dello studio Bird&bird, la giornalista e Direttrice di Greenplanet, Cristina Ceresa, e Rossella Sobrero, esperta e docente di comunicazione, nonché autrice di un recente libro dedicato proprio al tema. Ha moderato la sessione Alessandra Bucci, docente di marketing internazionale alla Sapienza di Roma e presidente di una società benefit che si occupa di consulenza.

Greenwashing, impossibile per le benefit che rendicontano

La sessione ha chiaramente illustrato come l’essere Società benefit aiuti a prevenire le pratiche di greenwashing, infatti l’azienda, dopo avere inserito nel suo statuto il duplice scopo, profitto e beneficio comune, deve misurare il proprio impatto e rendicontarlo annualmente, informando tutti i propri stakeholder delle attività messe in campo.

Gli avvocati presenti nel panel hanno ricordato come l’agire sostenibile è una responsabilità, un dovere per le aziende pubbliche e private, sancito ora anche dalla nostra Costituzione, e sempre più regolamentato a livello europeo e nazionale come la pubblicazione dello scorso dicembre della Direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Standard Directive) dimostra senza ombra di dubbio.

Dal punto di vista giornalistico, Cristina Ceresa ci ha ricordato quanto è fondamentale prendersi del tempo per verificare l’autenticità delle notizie, la veridicità delle fonti, bloccare insomma il fenomeno delle fake news che tanto danneggia la possibilità da parte del pubblico di comprendere la verità delle cose.

Quali sono i consigli quindi da dare alle aziende per una comunicazione efficace che eviti il pericolo del greenwashing? Per Rossella Sobrero sono fattori imprescindibili la trasparenza delle informazioni date, la coerenza tra ciò che si dice e quello che si fa, ed infine la possibilità di documentare la verità delle affermazioni fatte nelle varie compagne pubblicitarie. Le iniziative del Premio d’impatto, creato nell’ambito del Salone CSR, e dell’Oscar di bilancio testimoniano quanto le aziende benefit e le altre società attente alla sostenibilità forniscano esempi di best practice di un agire consapevole che merita di essere promosso e condiviso da parte dei media e del pubblico in generale.

di Laura Bettinelli, Direttrice AssoBenefit